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In giro a piedi, in auto, in motocicletta o dal barbiere: scovati altri trasgressori

Sorpresi in strada giovani, un geometra che finge di andare sul cantiere, prostitute e persino un barbiere col proprio cliente

Diversi irresponsabili trovati in giro dalla Polizia di Stato hanno provato a giustificarsi in vario modo e con le scuse più banali.

 Non solo controlli da parte dei carabinieri ma anche la Polizia di Stato è impegnata in queste ore nella verifica del rispetto delle misure anti-contagio promosse dal decreto del governo. Denunce per 10 attività commerciali e giustificazioni di ogni tipo per tentare di sfuggire a controlli e sanzioni

A Surbo, tre ragazzi di età compresa tra i 18 e i 23 anni, alla vista della pattuglia hanno cercato di defilarsi: una volta identificati si sono giustificati sostenendo di essere usciti per acquistare delle mascherine. Nella realtà, l’intervento era stato sollecitato da alcuni cittadini che avevano avvertito urla e schiamazzi da parte di un gruppetto di ragazzi nei pressi della chiesa.

A Lecce, un cittadino montenegrino, domiciliato presso il campo Panareo, è stato sorpreso a circolare per il centro storico senza avere una meta precisa e senza saper fornire valide giustificazioni: l’uomo era stato segnalato in precedenza mentre si aggirava per piazza Mazzini, cercando di impossessarsi, senza riuscirvi, di una tra le biciclette assicurate ad una rastrelliera.

A Nardò, un giovane galatonese è stato trovato alla guida della propria autovettura mentre circolava senza meta per le vie cittadine.

A Gallipoli, un geometra del luogo, controllato mentre circolava tranquillamente per le vie cittadine a bordo di una motocicletta, ha giustificato il proprio spostamento dicendo che si stava recando “per ragioni di lavoro” su un cantiere, che, in realtà risultava chiuso. Sempre a Gallipoli, due giovani donne di nazionalità bulgara sono state sorprese dagli agenti, in località Li Foggi, una zona notoriamente conosciuta come luogo di prostituzione, sedute sul ciglio della strada, in attesa di potenziali clienti e in barba alle più elementari norme igienico-sanitarie.

Sempre nella cittadina jonica, gli agenti hanno sanzionato anche un barbiere ed il suo cliente sorpresi, come se niente fosse, all’interno della barberia.  Oltre alla sanzione prevista dall’art. 650 C.P., al barbiere è stato imposto di cessare immediatamente l’attività in attesa di avviare la procedura accelerata per la sospensione della licenza.

 

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