Cultura Eventi Maglie 

“A tavola con Gio Ponti. Gli angeli apparecchiano”

Una mostra dedicata al grande designer e architetto al Museo Paleontologico di Maglie dal 1 agosto al 30 settembre.

Il Polo Biblio-Museale di Lecce con Regione Puglia, Comune di Maglie e associazione Mercatino del Gusto presentano un progetto espositivo dedicato a Gio Ponti e al suo rapporto fecondo con la progettualità della tavola.

La mostra espliciterà l’ampia cosmogonia di visioni di questo straordinario maestro internazionale del design, padre nobile del progetto, considerato dal mondo della critica un precursore.

Cintya Concari e Roberto Marcatti, gli architetti curatori, raccontano: “A tavola con Gio Ponti – Gli angeli apparecchiano è una mostra dedicata alla creatività e alla visione dell’architetto Gio Ponti per la sua tavola apparecchiata attraverso una sinfonia di forme straordinarie, di pattern e di colori che esplodono creando un unicum che si contamina all’interno del Museo Paleontologico di Maglie con i reperti antropici che testimoniano la preistoria salentina e la conoscenza del più remoto passato dell’Italia meridionale.

Il rapporto tra antico e contemporaneo è un leitmotiv che riguarda la programmazione del Polo Biblio-Museale di Lecce, che aderisce con entusiasmo a questo progetto espositivo (e alla pubblicazione che accompagnerà la mostra) in linea con quanto già avviato negli ultimi anni nel Museo Castromediano di Lecce, dove la contaminazione tra epoche e le geografie produce nuove visioni e connessioni.

La mostra fa riferimento all’attenzione di Ponti per l’artigianato e la tradizione della cultura mediterranea in una continuità tra tradizione ed innovazione. Un design quello di Gio Ponti che contribuisce a esaltare le diversità della nostra società ed a rivendicare la necessità di esprimerle attraverso la cultura del progetto'', precisa Ugo La Pietra, designer e teorico tra gli autori dei contributi in catalogo.

Profilo biografico di Gio Ponti - È nato il 18 novembre 1891 a Milano, dove si laurea in architettura nel 1921. Nello stesso anno apre uno studio con Lancia e Fiocchi. Seguirà dal 1926 la collaborazione con il solo Lancia fino al ‘33. E’ di quegli anni la casa di Via Randaccio a Milano e la Villa Bouilhet a Garches, Parigi. Nel 1927 fonda «Il Labirinto» con Lancia, Buzzi, Venini e Chiesa, gruppo che propone oggetti e mobili d' avanguardia. Dal 1923 al 1930 è direttore artistico della Richard Ginori, per la quale disegna una collezione di ceramiche, premiata all'esposizione di Parigi nel 1925. Parallelamente disegna per Christofle, Krupp, e Venini. Nel 1928 fonda la rivista Domus che dirigerà per tutta la vita facendone uno strumento di diffusione di nuove idee progettuali in architettura, nel disegno d’arredo, nelle arti decorative. Della fine degli anni ’20 le prime «case tipiche», emblematicamente denominate «Domus», dove al concetto di italianità si accosta l’interesse per le teorie razionaliste. Nel 1933, con la casa Rasini ai Bastioni di Porta Venezia di Milano termina l'associazione con Lancia. Va ricordato in questi anni l’impegno nelle Triennali di Milano ed importanti progetti, con lo studio Ponti-Fornaroli-Soncini fino al 1945, tra cui il primo Palazzo Montecatini, il Palazzo RAI, a Padova il “Liviano” Facoltà di Lettere dell' Università e gli interventi negli interni di “Palazzo Bo” sede del Rettorato ,l'Istituto di Matematica di Roma, Casa Marmont e Casa Laporte a Milano, Villa Donegani a Bordighera. Dal 1936 al 1961 è professore di ruolo alla Facoltà d'Architettura del Politecnico di Milano. Nel 1941 fonda la rivista Stile, che dirigerà fino a1 1947. Del 1951 il secondo Palazzo Montecatini in largo Donegani a Milano. Nel 1954 inventa il «Compasso d’Oro». Fin dai primi anni Cinquanta Ponti, dal 1952 associato con Fornaroli e Rosselli, avvia una straordinaria serie di progetti, espressione della teoria della «forma finita», nel campo dell’arredo con le «pareti organizzate» (mobile auto-illuminante, finestre arredate, pannello cruscotto), del design di cui ricordiamo qui i mobili per Cassina (dalla sedia Leggera del ’51, alla poltrona Distex e Round del ’56) e dell’architettura con la casa di Via Dezza, le ville Planchart e Arreaza a Caracas e Nemazee a Teheran. Del 1956 infine è la Torre Pirelli e del ’57 la sedia «Superleggera». Negli anni ’60, l’attenzione di Ponti si sposta sulle superfici, sul colore e la luce. Di questi anni sono, tra gli altri, il progetto dell’Hotel Parco dei Principi a Sorrento, le chiese di San Francesco e San Carlo a Milano, l’edificio Montedoria in Via Pergolesi a Milano, la facciata del Bijenkorf a Eindhoven in Olanda, quella del Palazzo INA in Via San Paolo a Milano, il Pakistan House Hotel ad Islamabad, fino ad arrivare, negli anni ’70, al Museo di Denver in Colorado ed alla Cattedrale di Taranto dove il lavoro sulle superfici si accentua fino alla smaterializzazione e l’architettura diviene un foglio traforato, che nel suo gioco con la luce, con pieghe e trasparenze, ne dissolve i volumi. Gio Ponti si spegne a Milano il 16settembre del 1979.





Potrebbeinteressarti


Il Cosmic Vegan Fest fa tappa a Lecce

Da oggi al 21 agosto il festival olistico prevede concerti, seminari, cinema, conferenze, meditazioni, yoga, astrologia, iniziative sullo sciamanismo, sul benessere, sulla sana alimentazione.