Cronaca Maglie 

Ucciso davanti al fast food per il controllo della droga, 19 anni per l’omicida

Arrivata la sentenza per il magliese Simone Paiano: dovrà risarcire complessivamente 750mila euro alla famiglia della vittima

Condannato a 19 anni e 4 mesi per la morte di Mattina Capocelli. È stata emessa questo pomeriggio la sentenza nei confronti di Simone Paiano, il 26enne che la notte tra il 24 e il 25 aprile 2019 esplose il colpo di pistola mortale che uccise a Maglie, nei pressi di un camioncino fast food in via Don Sturzo, il rivale che per attirarlo non aveva esitato a prendere in ostaggio il fratello.

Il magistrato non ha dato credito alla versione della legittima difesa: Paiano, dopo i conflitti emersi dalla gestione dello spaccio di droga tra Maglie e Scorrano sotto l’egida del boss scorranese Giuseppe Amato, detto “Padreterno” attualmente in carcere, sarebbe stato attirato in un agguato da parte di Capocelli, deciso a regolare i conti.

Quella sera Paiano, uscito di prigione per motivi di droga da pochi giorni, si era recato all’appuntamento, dopo che Capocelli e i suoi amici, gli avevano fatto capire di volerlo, incontrare minacciando, in caso contrario, di fare del male al fratello Andrea.

Secondo la difesa, Paiano, arrivato vicino al camioncino dei panini, fu aggredito dal gruppo con colpi di machete e coltelli, e si sarebbe difeso dall’aggressione, premendo in maniera involontaria il grilletto della pistola. Il colpo si sarebbe infilato nella gola di Capocelli causandone la morte in pochi istanti.

Il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di lecce, Marcello Rizzo ha accolto la tesi del pm della Procura di Lecce, Maria Consolata Moschettini di 14 anni e 8 mesi (pena ridotta per la scelta del rito abbreviato) a cui ha aggiunto altri due anni e 60mila euro di multa, per il porto e la detenzione della pistola calibro 6.35 usata per il delitto.

Nella sentenza c’è anche la condanna a un anno, cinque mesi e dieci giorni per il gruppo che gravitava intorno a Capocelli, cioè Salvatore Maraschio, 26 anni, di Maglie; Marco Cananiello, 22 anni, di Maglie; ed Andrea Marsella, 28 anni, di Maglie accusati di sequestro di persona e lesioni. Il Pm aveva chiesto due anni e dieci mesi.

Assoluzione per non aver commesso il fatto per Giorgio Rausa, 25 anni, di Scorrano. Un anno di reclusione per Domenico Tunno, 32 anni, di Maglie, per favoreggiamento. Per Maraschio, Cananiello e Marsella anche la condanna a risarcire con diecimila euro a testa, il fratello Andrea Paiano, mentre Simone Paiano dovrà versare 300mila euro a testa alla madre ed al padre della vittima e 150mila euro al fratello.

L’avvocato Alberto Corvaglia aveva chiesto come parte civile, un milione di euro per conto dei genitori di Mattia Capocelli, mentre per il fratello Armando ed una nipote, 500mila euro tramite l’avvocato Arcangelo Corvaglia. A difendere Simone Paiano, c’era l’avvocato Dimitry Conte che segue anche per la parte civile, anche il fratello Andrea Paiano.


 

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