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Divieto di installare antenne, altri sei Comuni salentini si schierano contro il 5G

Crescono gli enti salentini che, attraverso i propri sindaci, hanno emesso ordinanze contro la sperimentazione della tecnologia sulla base del principio di precauzione

Anche Parabita, Maglie e altri quattro centri dell’Unione Jonica Salentina (Alliste, Matino, Melissano e Taviano) dicono no al 5G: diventano, dunque, quindici i comuni salentini che si schierano apertamente contro la nuova tecnologia per la comunicazione mobile, che consentirebbe connessioni più rapide.

Il sindaco di Parabita, Stefano Prete, quello di Maglie, Ernesto Toma (che ha annunciato il provvedimento in serata), e su proposta del sindaco di Taviano, Giuseppe Tanisi, quelli di Alliste (Renato Rizzo), Matino (Giorgio Toma) e Melissano (Alessandro Conte), sulla falsa stregua di quanto fatto già da altri primi cittadini di comuni della provincia (nello specifico, Morciano di Leuca, Racale, Neviano, Aradeo, Nociglia, Alezio, Galatone e Ruffano) hanno emesso un’ordinanza che vieta la sperimentazione e l'installazione della tecnologia 5G nel territorio comunale di competenza, al fine di tutelare la salute dei propri concittadini.

Il sindaco di Taviano Tanisi commenta così la scelta: «Ho ritenuto opportuno coinvolgere, in questa scelta, l’intera Unione dei Comuni, anche allo scopo di preservare un’area vasta del nostro territorio da possibili e paventati effetti dannosi delle radiofrequenze. Non siamo affatto contrari alle nuove tecnologie, purché non siano lesive di elementari diritti quale quello alla salute che siamo invece interessati a tutelare. È necessario pertanto la massima prudenza e la via cautelativa di nuovi, più aggiornati e inoppugnabili dati scientifici quale strada maestra nel perseguire e promuovere un progresso ecosostenibile della nostra terra».

In Italia sono, invece, oltre 240 i comuni che hanno adottato provvedimenti simili. Le ordinanze, come quelle precedenti emesse dai propri colleghi, si rifanno al Principio di precauzione, che è un principio generale dell'Unione Europea, in attesa della rivalutazione sulla cancerogenicità delle radiofrequenze, prevista dalla Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) sulla base dei dati sperimentali (National Toxicology Program statunitense e Istituto Ramazzini di Bologna) e dei dati epidemiologici presenti in letteratura.

Inoltre, i quindici sindaci salentini evidenziano la necessità di considerare i recenti risultati scientifici sui danni correlati all’esposizione alle radiofrequenze, estremamente pericolose per l’uomo, come sostenuto da organismi indipendenti da legami con l’industria. Le radiofrequenze sarebbero, infatti, in grado di determinare cancro, malattie neurodegenerative, elettrosensibilità, danni al Dna, alterazioni immunitarie e della riproduzione.

Nelle ordinanze degli amministratori locali, si legge che «il documento pubblicato nel 2019 dal Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (Scheer) della Commissione europea, affermando come il 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche, ha evidenziato un chiaro segnale agli Stati membri, soprattutto all’Italia, sui pericoli socio-sanitari derivabili dall’attivazione ubiquitaria del 5G, confermando l’urgente necessità di un intervento normativo nei riguardi della diffusione del 5G».

Già nel 2009 il Parlamento europeo, come ricordano dall'Isde (l'Associazione dei Medici per l'Ambiente), ha espresso preoccupazione per l’esposizione della popolazione alle radiofrequenze e, nel 2011, il Consiglio d’Europa ha ribadito l’importanza di preservare la salute umana e l’ambiente dai rischi legati ai campi elettromagnetici artificiali, insistendo sulla necessità di tutelare soggetti a rischio come bambini, ragazzi, donne incinte, malati, soggetti elettrosensibili.

Il 5G, come di recente affermato dall’Eprs (Centro studi del Parlamento europeo), è «una tecnologia non testata, per cui si consiglia un approccio di cautela».

L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente Isde Italia sezione di Lecce (nelle persone delle consigliere provinciali Fabia Del Giudice e Maria Lucia Santoro, e del presidente Sergio Mangia), insieme ad A.p.p.l.e. (Associazione Per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog), Associazione Italiana Elettrosensibili, Comitato Lecce Via Cavo e Comitato Salute e Ambiente Lecce e Provincia, ha inviato via pec a tutti i sindaci della provincia di Lecce una richiesta di non installazione delle reti 5G e di inibizione del potenziamento delle antenne sul territorio comunale al fine di non aggravare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici artificiali.

Già nel 2017, Isde Italia ha presentato una richiesta di moratoria al governo italiano per bloccare l’implementazione del 5G, «finché non saranno effettuati studi attendibili riguardanti l’impatto sulla salute umana e sull’ambiente». Un’ulteriore richiesta di moratoria è stata presentata nel 2018 alla Ue da Isde International. Le due moratorie sono state promosse da Agostino Di Ciaula, presidente del Comitato scientifico di Isde International. 

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