Luoghi Cutrofiano 

Terre e terrecotte: identità, forme e nuovi sguardi. Cutrofiano e le forme emozionali del viaggio

L'iniziativa organizzata dalla Pro Loco di Cutrofiano, guidata dal presidente Marco Forte. Super-ospite del tour, il giornalista Peppone Calabrese, inviato nella trasmissione Lineaverde di RaiUno ed esperto di turismo.

I viaggi emozionali consegnano la bellezza dei luoghi attraverso esperienze uniche. Esperienze autentiche che vedono protagonista la stessa comunità locale; esperienze che testimoniano l’identità dei luoghi e che danno forma ed essenza al viaggio stesso.

Scoprire Cutrofiano, comune dell’entroterra centro-meridionale salentino, con i suoi tesori, il suo paesaggio, le sue eccellenze. È stato questo il viaggio emozionale organizzato dalla Pro Loco di Cutrofiano, guidata dal presidente Marco Forte. Super-ospite del tour, il giornalista Peppone Calabrese, inviato nella trasmissione Lineaverde di RaiUno ed esperto di turismo.

Un percorso fatto di storia e di tradizioni che si è rivelato un’occasione irripetibile per raccontare la bellezza di un territorio che ha forti potenzialità e che merita di essere conosciuto fin nel suo ‘profondo’, nel senso letterale del termine.

In assoluto rispetto con le proprie finalità, la locale Pro Loco si è proposta, dunque, come una guida, per certi versi quasi “spirituale”, a cui affidarsi per iniziare il percorso di scoperta del territorio e dei suoi luoghi. Luoghi orgogliosi del proprio legame con la Grecia Salentina.

Grazie al contributo volontario di studiosi e storici locali, di massaie, di anziani cultori delle tradizioni locali che hanno accompagnato i giornalisti nelle passeggiate culturali, nei percorsi di trekking e nei momenti di degustazione, accostando la narrazione dei luoghi all’esperienza vissuta nella più totale semplicità, senza costruzione alcuna.

Il progetto ‘Terre e terrecotte: identità, forme e nuovi sguardi. Le forme emozionali del viaggio’, co-finanziato dalla Regione Puglia, ha ripercorso il fil rouge che lega le terre del feudo comunale alle radici della storia e della tradizione: un vincolo identitario forte che diviene immortale proprio nelle terrecotte. Nuove forme di un viaggio plasmate come argilla sull'identità dei luoghi. In concreto, un viaggio pensato per trasformare un’esperienza in ricordo e il ricordo in ritorno.

Da qui inizia una narrazione che va oltre le parole e che diventa magia.  

Il viaggio emozionale alla scoperta di Cutrofiano è un viaggio che si può compiere in quest’angolo di Salento in ogni momento dell’anno. Le temperature miti e gradevoli anche in inverno consentono, infatti, di visitare il territorio in bici o a piedi in qualsiasi stagione.

Ecco Cutrofiano, uno scrigno colmo di tesori: le sue bellezze architettoniche, il suo paesaggio naturale, le meravigliose produzioni artistiche dei maestri ceramisti sono le vie maestre che consentono di attraversare l’anima di questo territorio.

Il tour è stato pensato dalla Pro loco come una lente di ingrandimento su Cutrofiano, che ha consentito di ammirare, come in un gioiello, le sue tante sfaccettature.

E, infine, la splendida testimonianza del Parco dei Fossili, le bellezze architettoniche della Chiesa Matrice di Santa Maria della Neve, della Cripta di S. Giovanni e della Congrega dell’Immacolata fino Palazzo Filomarini che arricchisce la piazza centrale del paese.

La cava Cristallino

Da togliere il fiato, la tappa alla cava in agro Cristallino.

Grazie al progetto ‘Terre e terrecotte: identità, forme e nuovi sguardi. Le forme emozionali del viaggio’ è stato possibile visitare queste straordinarie cave di proprietà di V.F. Cave s.r.l. dei Fratelli Vantaggiato.

La visita alle cave è il racconto inconsueto di una natura che si offre qui in tutta la sua imponente generosità e che diventa si presta a diventare una magnifica quinta per mettere in scena il vero folklore.


Tentativo riuscito, infatti, quello di sorprendere i partecipanti al tour: grazie alla collaborazione con Antonio Melegari dell’associazione Sud-Ethnic di Cutrofiano che ne ha curato l’esibizione, è apparsa, tra il bianco delle cave, una ballerina di pizzica accompagnata da due bravissime musiciste.


Un vero coup de théâtre della Pro loco di Cutrofiano che è stata capace di sorprendere lo stesso Peppone Calabrese e tutti i partecipanti al tour, presentando il proprio territorio attraverso una vera esperienza emozionale.

Un po’ di storia

La presenza di argilla nel territorio di Cutrofiano ha determinato, come si è detto, lo sviluppo del settore legato alle produzioni artigianali e artistiche. Nei pressi del centro abitato lo strato di argilla presenta spessori dell’ordine di pochi metri che nella zona più a sud raggiunge invece lo spessore di circa 50 metri.

L’abitato di Cutrofiano è posto su una linea che distingue gli affioramenti di calcarenite ovvero di tufo, dagli affioramenti di sabbie argillose. Ciò ha consentito lo sfruttamento del banco delle argille ma anche di quello calcarenitico in gallerie, scavate sotto lo stesso strato argilloso.

Le prime cave ipogee, dette ‘Tajate’, risalgono presumibilmente intorno al 1880. Queste cave ipogee, oggi non più visitabili, erano formate da galleria larghe al massimo 70-80 cm.

Delle cave di argilla per la produzione della terracotta locale, di epoca più antica, non sussiste, invece, alcuna documentazione storica; probabilmente alcune di esse erano situate nella periferia attuale del paese.

Il Museo delle Ceramiche di Cutrofiano

Palazzo Filomarini oltre ad arricchire la piazza centrale del comune di Cutrofiano, ospita il bellissimo Museo delle Ceramiche, uno spazio interessantissimo, da visitare assolutamente.

Un museo che rafforza nella comunità locale la consapevolezza di essere custode di una grande tradizione. 

Cutrofiano, infatti, rappresenta un centro di produzione ceramica di antica origine e attivo tuttora. Il Museo, nato dunque come mera esposizione di un numero limitato di oggetti d’uso, ha ben presto arricchito le proprie collezioni, grazie ad acquisti e donazioni, accogliendo materiali provenienti da tutta la Puglia ed anche da altri centri italiani.  

Sin dalla sua istituzione il Museo ha convissuto con la Biblioteca comunale, che nel tempo si è dotata di una consistente sezione dedicata agli studi sulla ceramica. Il Museo è attualmente collocato nella sede dell’ex Municipio, al centro del paese. Il percorso del Museo si svolge seguendo una linea cronologica che va dalla preistoria ai giorni nostri, articolandosi in quattro sezioni:

 - Sezione archeologica: raccoglie ceramica preistorica, messapica, romana, medievale e postmedievale. Per quanto riguarda le fasi più antiche si tratta di materiali in gran parte frammentari recuperati nel corso di lavori occasionali e provenienti principalmente dal territorio di Cutrofiano, ma anche da altri centri vicini. Risulta evidente come già dal medioevo Cutrofiano rappresentasse un centro di produzione molto sviluppato anche nella produzione di oggetti invetriati di notevole pregio, tanto che un tipo di ciotola decorata con foglie lanceolate contrapposte è stato denominato “Tipo Cutrofiano”.

- Sezione tecnologica: raccoglie attrezzi e strumenti utilizzati nella lavorazione della terracotta e provenienti da botteghe che hanno cessato nel tempo la loro attività Vanno dal tornio per la modellazione dei vasi, alla pila per la preparazione degli smalti, i pennelli realizzati dagli stessi figuli per decorare, forconi e altri strumenti necessari nella fase di cottura dei vasi stessi.

- Sezione storico-artistica: raccoglie ceramiche dipinte e maioliche prodotte fra ‘600 e ‘800, provenienti da vari centri pugliesi e dell’Italia meridionale. Si tratta di brocche, piatti, catini, mattonelle votive, albarelli acquasantiere ecc. Oltre alla migliore produzione locale, è ben documentata quella di Grottaglie, relativa soprattutto al XIX secolo, ma sono presenti anche alcuni pezzi notevoli di Laterza, centro ormai riconosciuto fra i più rinomati dell’Italia meridionale.   

Si tratta di brocche, piatti, catini, mattonelle votive, albarelli acquasantiere ecc. Oltre alla migliore produzione locale, è ben documentata quella di Grottaglie, relativa soprattutto al XIX secolo, ma sono presenti anche alcuni pezzi notevoli di Laterza, centro ormai riconosciuto fra i più rinomati dell’Italia meridionale.

-Sezione antropologica: raccoglie un numero notevole di oggetti di uso quotidiano, sia grezzi che invetriati, quasi tutti di produzione locale. Si tratta di oggetti in uso fino a pochi decenni fa, fino a quando la terracotta non ha perso del tutto la sua funzione per l’immissione sul mercato dei prodotti realizzati con materie plastiche, molto più leggeri e resistenti, ma in grado di competere anche sul piano dell'economicità, che fino a quel momento aveva rappresentato il punto di forza della terracotta. Di questi oggetti colpisce anzitutto la grande varietà di forme, che corrisponde alla molteplicità di funzioni svolte. Rispetto alla ceramica cosiddetta colta, che si distingue per la cura e la ricchezza decorativa a fronte di una limitata varietà morfologica, nella ceramica d’uso le forme sono svariate, perché rispondono alle innumerevoli esigenze della società contadina. Si tratta di pentole, teglie, zuppiere, piatti, pestelli, boccali, vasi per la conservazione delle derrate, brocche, bacinelle, lucerne ecc.

Oltre alla esposizione di questi oggetti per contesto e tipologia, si è anche proceduto ad una ricostruzione dei contesti in cui gli oggetti erano impiegati. Si incontrano così il focolare, la stanza da letto e gli altri ambienti della casa. La ricostruzione della facciata di una casa tradizionale segna il passaggio dalla città alla campagna. Seguono quindi i contesti della cantina del frantoio ecc. Lungo le pareti della sala, in corrispondenza dei singoli contesti, c’è un apparato fotografico utile ad orientare il visitatore. Di recente il Museo si è arricchito di una collezione di fischietti provenienti da diverse regioni d’Italia e da varie parti del mondo, donata dal Mario Briosi.


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