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Lo storico Cazzato sui lampadari di Santa Croce: «Datazione errata, strano appello di Italia Nostra»

La richiesta di riposizionare i lampadari sulle navate laterali della chiesa era stata lanciata nel mese di settmbre

Quello di Italia Nostra per i lampadari di Santa Croce è un appello “strano” e “tardivo”: lo dice lo storico ed esperto di architettura Mario Cazzato che contesta ai sottoscrittori della battaglia alcune imprecisioni. La richiesta lanciata da Italia Nostra nel mese di settembre e sottoposta alla Sovrintendenza riguarda il riposizionamento dei candelabri delle navate laterali di Santa Croce ad oggi rimossi in attesa di restauro.

«Le opinioni possono essere diverse ma il rispetto della verità dovrebbe essere sacrosanto – scrive Cazzato che spesso affida a Facebook alcune «pillole” di storia del Salento e della sua architettura - si è già archiviata la fake new che i lampadari appartenessero al D'Andrea, Antonio. Resta invece da sottolineare la tecnica e la cronologia perché non è chiara all'estensore dell'appello per il loro ripristino. Innanzitutto non si tratta di ferro battuto, non furono eseguiti nel 1932 ma nel 1954 come risulta dalla fattura di pagamento recuperata nell'archivio della basilica. La loro rimozione si è resa necessaria dopo il progetto di integrale illuminazione dell'interno dopo quello esterno. Come si può appurare dalle cartoline, prima del 1954 l'edificio non ha mai avuto lampadari.

Non voglio fare una questione estetica ma l'interno ora appare più slanciato e più in linea con le intenzioni di chi lo ideò. Ovviamente spetta alla chiesa e alla Sovrintendenza l'ultima parola. Per quanto riguarda i sottoscrittori dell'appello, ci sono tutti, tranne chi si è interessato di s. Croce nel corso degli anni(i prof. V. Cazzato, M. Fagiolo, A. M. Monaco e altri...)».



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