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L'eredità del codice, nuovo libro di Stefano Spagnulo

Il biologo nutrizionista salentino non si ferma e pubblica il suo nuovo libro fantasy edito da Letteratura Alternativa Edizioni.

Una storia nata nella sua mente circa quarant’anni fa, quando i suoi genitori gli regalarono dei soldatini di piombo. Carabinieri, Samurai, Soldati della seconda guerra mondiale e Principi medioevali inglesi, Mongoli, Indiani, Marchesi. Ma soprattutto, da quanto lui ammesso, fu la lettura di Dylan Dog, di Tolkien e altri autori fantasy a fare proprio da scuola per la nascita e il concepimento dei suoi libri.

Ormai dieci tra racconti e romanzi di Fantasy Biologico. Ben cinque premi letterari tra cui due nazionali Cisl Medici, il premio letterario Igea e due premi internazionali Michelangelo Buonarroti. Ma il biologo nutrizionista salentino Stefano Spagnulo non si ferma e pubblica il suo nuovo libro fantasy “L’eredità del codice. Dalla bussola dei pensieri alla prima guerra dei draghi” edito da Letteratura Alternativa Edizioni, dopo la trilogia delle città polmonari (Aldenia Edizioni), Beautynsidia (Aldenia Edizioni) e Mi Rispecchio nel Frigorifero (Grifo Editore – Cavallino).

L’eredità del codice è il primo volume di una nuova trilogia che sta appassionando tantissimi lettori. Successo in termini di acquisti in prevendita. Vendute in soli 8 giorni 120 copie in tutta Italia e le recensioni parlano chiaro. Il Professor Michele Resta, docente di lingue presso il Liceo Vanini di Casarano, scrive: Ho cominciato a leggere L'Eredità del Codice con un po' di scetticismo perché il romanzo fantasy non è tra le mie scelte letterarie. Andando avanti nella lettura, però, ho ritrovato buona parte del mondo delle saghe germaniche oggetto dei miei primi studi universitari, riferimenti agli studi di medicina nel Settecento.

Anche la definizione della Dimensione del Mezzo non è priva di riferimenti etici e religiosi a tanta cultura precedente. I riferimenti al cyberbullismo e ad altri problemi contemporanei, invece, sono abilmente integrati nello sviluppo della trama. È interessante leggere la struttura di un vero mondo parallelo che interagisce con quello reale in un rapporto frequentemente onirico. Niente da invidiare ai mondi di Tolkien o di Rowling. I Lettori già saggiando la trama del libro si sono cimentati nella storia. La Terra è sconvolta dalla pandemia del Covid-19 e da tanti altri avvenimenti facenti parte di un periodo oscuro: la guerra, la violenza sulle donne, lo sfruttamento delle foreste, lo sconvolgimento del clima, la crisi medico sanitaria dei paesi poveri. La politica cerca di trovare un accordo sulla gestione delle attuali problematiche ma, a parte la pandemia da Covid-19 (per la quale si cerca di trovare delle soluzioni pratiche in tutti i modi), il Pianeta Terra è un posto disordinato e pieno di disuguaglianze sociali, che portano ad equilibri instabili e determinanti conflitti. Chi è a subirne le conseguenze? I più poveri, che soffrono per la distruzione delle risorse alimentari ed energetiche, le donne sottomesse ai fondamentalismi e gli organismi che vivono in armonia con la natura.

Una donna immortale, la Dea Mirsine, vissuta per ere ed ere sul Pianeta Terra, scopre che l’energia positiva e negativa del Pianeta ha determinato la nascita di un mondo parallelo dove dimorano anime che devono essere messe in ordine, analogamente per quanto necessita il Pianeta Terra. Costituirà un gruppo di umani, alcuni vivi, alcuni anime e altri in bilico tra la vita e la morte: scienziati, mannari, musicisti, personaggi fantastici. La missione è quella di far nascere la più potente arma vivente, disobbediente e resistente che metta fine a tutto questo male. I Draghi.

Animali immaginari che divengono reali, capaci di combattere contro il più micidiale dittatore, capitalista e dominatore terreno e ultraterreno. Il primo episodio di una trilogia fantastica, dove il biologico e lo storico divengono narrazione, dove il Drago è un organismo reale quanto metafora di grandezza per un ordine alle cose. Perché la vita sulla Terra continui e possa essere salvato quel che di prezioso è rimasto: la sostenibilità delle risorse alimentari, l’alimentazione e protezione degli organismi che vivono con la natura. La nostra speranza: salvare la vita sulla Terra.

Il medico triestino Gabriella Pison non lascia spazio a dubbi: È un romanzo epico e al contempo ricco di dati pragmatici e scientifici. Ricorda il signore degli anelli per la narrazione dettagliata di personaggi, eventi e riflessioni, e queste tue mi riportano a Tolkien per la loro eticità: il Male viene sconfitto sempre e per me questo è il messaggio più importante che un autore possa dare ai suoi lettori. Grandissimo e coraggioso nel saper coniugare la scienza col suo rigore alla fantasia illimitata del contenuto. Quindi, nuovo genere di romanzo fantasy: bioetico. Ci sarebbe anche qui da discutere, se è fantasy con sfumature di fantascienza, proprio per il rigore dei dati scientifici. Insomma, fantastico in tutti i sensi. Come anche personalità del mondo dell’istruzione.

Antonella Spagnolo, insegnante di Scuola primaria a Trepuzzi scrive: Leggerlo si è rivelato un viaggio in un mondo incantato, pullulante di archetipi che risvegliano le coscienze! Fin dalle prime pagine, ‘L’eredità del codice’ è un portale di accesso alla dimensione della fantasia, nell’accezione di dimensione di ‘trascendenza’ calata nell’immanenza di ciò che è accessibile agli occhi ed alla mente. Un mondo pullulante di personaggi ti rapisce, ti cattura eri conduce in un viaggio, in un intrecciò narrativo dove il sapere, la scienza ed i problemi attuali che affliggono l’umanità diventano trasversali a metafore, percorsi immaginali dove tutto è possibile. Straordinaria le figure dei draghi e la loro missione di ritrovare l’anima del mondo, che è un po’ la missione di tutti noi: un messaggio d’amore per la natura che è bellezza, sacralità e una speranza per l’umanità. Un libro che tutti dovrebbero leggere, soprattutto i giovani sia per il suo genere, sia perché rappresenta uno spunto di riflessione sul futuro del nostro pianeta.

Critiche costruttive arrivano anche dai veri appassionati del Fantasy. Massimo Giannaccari, cultore salentino del fantasy e del fumetto tira dritto sul destino del libro: La prima cosa che mi viene da dire è wow. Leggendo mi salta in mente di paragonarlo al Signore degli Anelli, ma così facendo è come aver guardato un iceberg da sopra una barca senza mai essersi immersi nel mare. Si, ci sono elementi che lo ricordano, ma c'è un mondo completamente nuovo che si ispira leggermente a quello di Tolkien, un mondo così variegato da ricordarmi quello de la bussola d'oro o le cronache di Narnia. Un mondo che spazia da personaggi ispirati dal fantasy classico tipo Elfi (e anche in questo caso si scopre tanto altro) a personaggi ispirati da mitologia sia greca (la Dea Atena) che salentina (Avurie) e poi ci sono i Mannari, non i lupi mannari, come in altre storie, ma i Mannari in cui la natura umana e quella bestiale riescono commiste.

La trama principale è lineare, semplice e facilmente riassumibile, ma a me fa pensare che in questo primo libro sia voluta per dare la possibilità di raccontare e descrivere il mondo in cui tutto si svolge, (lo si percepisce tra le righe) con i suoi tanti e tanti paesaggi e le sue tante e tante creature a cui viene dedicato il giusto approfondimento. Un mondo che comunque è collegato al nostro e in simbiosi con il nostro. I protagonisti sono fantastici e funzionali a raccontarti questa vasta terra, ho apprezzato tantissimo l'idea di usare un personaggio di un altro libro (Spencer Black) per non parlare poi dei tanti riferimenti a luoghi del nostro mondo, non solo nominandoli, ma descrivendoli, facendomi sentire li. Non mi soffermo sulla parte scientifica perché è indubbiamente resa benissimo, forse può sembrare anche troppo dettagliata di particolari (mi riferisco a tutta la parte sulla pandemia) ma se penso a chi leggerà questo racconto tra qualche anno e giusto aver dato tanto spazio. Ho delle cose che ti voglio chiedere, parlo di dettagli, curiosità, ma potrebbe essere che siano dovute solo al fatto che si tratta del primo libro di una trilogia. In conclusione, non vedo l'ora di leggere il prossimo.

Dunque, attendiamo quindi con ansia il resto della trilogia...



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