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Specchia, presentazione de L'uomo nero. La scomparsa di Sonia Marra

Sabato, alle 19:30, nel Castello Risolo, l'Amministrazione comunale ha organizzato una serata di approfondimento in cui sarà presentato anche il libro di Alvaro Fiorucci.

A 16 anni dalla scomparsa di Sonia Marra e dopo una vicenda processuale controversa e incapace di restituire verità e giustizia, Sabato 21 Maggio, alle ore 19:30, presso l’Atrio del Castello Risolo, Specchia dedica alla giovane e indimenticata concittadina una serata per tornare a parlare di Sonia.

Sarà raccontato chi era, attraverso i ricordi e le voci dei suoi famigliari e di chi l’ha conosciuta. Verranno inoltre ricostruite le fasi investigative e processuali grazie al libro L'uomo nero. La scomparsa di Sonia Marra del giornalista Alvaro Fiorucci, che propone documenti inediti, intercettazioni, verbali degli interrogatori per cercare di restituire la verità a Sonia, alla sua famiglia e alla sua comunità.

Le nuove e sconvolgenti intercettazioni emerse dalle carte processuali finora secretate, aprono nuovi scenari e nuovi percorsi di indagine che sarebbe auspicabile si percorressero.

Con questa speranza, l’Amministrazione Comunale di Specchia organizza una serata di approfondimento, perché si ritorni a parlare di Sonia, con l’auspicio che si possano riaprire le indagini o che almeno la sua famiglia e la sua comunità possano finalmente conoscere la verità sulla triste vicenda della piccola Sonia. In questa ricerca di verità e giustizia, è quanto mai utile il contributo degli organi di informazione perché danno la voce, troppo a lungo inascoltata, alla famiglia Marra.


SINOSSI - La breve esistenza di una studentessa fuorisede si dissolve nel mistero degli incroci di identità conosciute e di presenze senza nome. Le sue ultime parole, la puntuale telefonata di fine giornata alla mamma. Poi il silenzio angosciante di chi scompare inghiottito nella trama di un giallo che resterà incompiuto. Parole terribili vengono intercettate inutilmente: L’hanno tritata come immondizia. Il cadavere non lo troveranno. C’è la certezza dell’opera di un assassino ,”una mente raffinata” che non ha lasciato tracce. Tutto si compie nel perimetro degli ultimi anni di una giovane vita che è stata spenta per un movente incerto. Un quadrato attraversato da storie di fede e di amori sognati, di teologia e di mezze verità, di droga e di sospetti indicibili. Suggestioni svanite alla prova dei fatti. Tre vescovi chiamati insieme a testimoniare è solo un fatto inconsueto. Tante incognite per i magistrati e gli investigatori che nel tempo dilatato e scomposto delle indagini e dei processi hanno cercato di dare una risposta alla domanda di verità della famiglia di Sonia Marra. Non riuscendoci.  “Il lunghissimo ed estenuante processo ci ha detto che Sonia è stata uccisa da una mente raffinata. Abbiamo ancora fiducia nella giustizia: si cerchi, dunque, questa mente raffinata, si illuminino gli aspetti oscuri indicati nelle sentenze, si ritrovi il corpo per avere almeno una tomba sulla quale piangere. C’è qualcuno delle istituzioni che lo sta facendo? Chi sente il bisogno di liberarsi la coscienza di un segreto inconfessabile si faccia avanti anche in forma anonima È il tremendo dolore che accompagna la nostra vita che , nonostante tutto, ci dà la forza di non rassegnarci all’assenza di verità”. È quanto ha dichiarato Anna Marra in occasione della pubblicazione del libro “L’uomo Nero” del giornalista Alvaro Fiorucci (Morlacchi editore). Anna Marra è la sorella di Sonia la studentessa venticinquenne di Specchia scomparsa da Perugia il 16 novembre 2006. Si presume un omicidio con occultamento di cadavere. Il volume - che si apre con una terrificante intercettazione telefonica tra un sacerdote e un seminarista, il cui contenuto sarà poi smentito dagli interlocutori -ricostruisce le indagini e processi che dopo quindici si sono risolti nell’assoluzione definitiva dell’unico imputato. “L’Uomo Nero – la scomparsa di Sonia Marra“ è una rilettura dei fatti, nei quali compaiono misteriose presenze mai identificate, tabulati scomparsi, un corollario di inquietanti coincidenze, i passaggi di mano da un magistrato inquirente all’altro, da un collegio giudicante all’altro, la singolare presenza di tre vescovi tra i testimoni. Adesso come in tutti cold case bisognerebbe ripartire da zero. O meglio ripartire - come ha dichiarato Alessandro Vesi, legale della famiglia Marra - da tutti quegli elementi che riteniamo siano stati sottovalutati fino ad oggi.


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