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Esce «Abbecedario del mondo dopo - Alfabeto pandemico»

Nei prossimi giorni un libro da scaricare, on line gratuitamente, da Collettiva edizioni indipendenti

Esce nei prossimi giorni un libro da scaricare: si tratta di «Abbecedario del mondo dopo - Alfabeto pandemico» per Collettiva edizioni indipendenti.

Un viaggio nelle parole che Collettiva ha voluto provare a scrivere e mettere insieme in un vocabolario che parte dalle esperienze personali, da quello che sento le autrici e da ciò che sono veramente. Un vocabolario collettivo, libero dalle definizioni prestabilite e tutto al femminile.

Molte delle parole utilizzate quotidianamente stanno vivendo in questi giorni una profonda trasformazione, un cambiamento di percezione e di significato nelle persone: «Pensiamo per esempio – spiegano le autrici - alle parole “contatto”, “abbraccio”, “eroe”, “contagio”, alle immagini che immediatamente ci rimandano come se fossero specchi che riflettono una verità che viene da fuori. Questo vogliamo evitare: accettare passivamente il fluido della notizia, il gelo dei numeri declamati alle sei del pomeriggio e l’anestesia di schermi sempre più affollati».

«C’è un prima e un dopo – aggiungono - che caratterizza questo tempo, è vero, e forse è proprio per questo che abbiamo sentito la necessità, il desiderio di continuare a stare insieme e creare questo piccolo mondo collettivo partendo dalle parole. Un mondo amico, familiare e che in qualche modo segna una mappa fatta di sentimenti e persone reali che si sentono sole, mangiano, cantano, piangono, ridono, sperano, pensano, si arrabbiano. Esattamente come te. Con la libertà che caratterizza da sempre il nostro modo di essere e di scrivere, ogni autrice ha interpretato le lettere secondo il proprio sentire: con vere e proprie definizioni personali di un vocabolario “sui generis” oppure con racconti ispirati alle nuove e infinite sfaccettature della realtà che stiamo vivendo».  

Perché un alfabeto collettivo? Tentare di scendere nel cuore delle parole è un po’ come fare un passo indietro di fronte all’avanzare della confusione e della paura, è un modo di stare dentro l’essenza delle cose senza subirle: «Per questo – chiariscono - abbiamo scelto di tornare all’abc: perché la parola è un bene comune e crea rapporti, scambi inevitabili tra chi dice e chi ascolta, tra chi scrive e chi legge. È un modo buono per evitare la solitudine, quella brutta, quella che oggi si chiama “isolamento”. In questi giorni la lingua è così stanca, così svuotata di significato e così piena di slogan, hashtag e motti che davvero, noi abbiamo voluto prendere le distanze (le distanze!) dalla mera definizione di ciò che pronunciamo».

«Piuttosto, abbiamo cercato di dare voce alle idee – asseriscono - in maniera collettiva, come piace a noi, di resistere con ottimismo agli eventi. Abbiamo scelto di pensare a definizioni legate all’esperienza e non a pagine polverose, mondi che possano essere condivisi e utilizzati da chiunque voglia trovarsi pronto quando verrà domani. Perché domani verrà, eccome se verrà. La parola non conosce un modo imperativo, la parola incoraggia». 

C di Cuore, C di Condivisione, C di Collettiva.

Libro a cura della redazione da un’idea di Cristina Carlà

per partecipare al progetto bookinprogress scrivere una mail a associazionecollettiva@gmail.com con l'oggetto alfabeto pandemico; info 392.1995892

 

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