Cronaca Lecce 

Madonnaro morto dopo aggressione, arrestato il responsabile

Un 23enne ha confessato quanto accaduto la notte del 4 ottobre e immortalato dalle telecamere di sicurezza: ha aggredito Vitale per rapinarlo

E' stato arrestato il presunto aggressore di Leonardo Vitale, l'artista di strada morto in ospedale dopo essere stato trovato con delle ferite alla testa in via Don Bosco. Nella giornata di ieri la polizia ha stretto il cerchio attorno ai sospettati e in particolare su uno ritenuto essere l'aggressore del 69enne oritano.

 Si tratta di Mamadou Lamin, 23enne di nazionalità senegalese che ora dovrà rispondere di rapina e di morte o lesioni conseguenza di altro delitto. L'aggressione è avvenuta nella notte del 4 ottobre nei pressi della stazione ferroviaria: all'arrivo delle Volanti in via Don Bosco, Vitale era in stato di incoscienza riverso sul marciapiede con una evidente ferita nella parte posteriore della testa, ematomi ed escoriazioni al volto. L'ambulanza lo portò in ospedale dove è poi deceduto l'11 ottobre.

Il figlio della vittima in sede di denuncia ha fatto notare che il padre era solito girare con al seguito un carrellino di colore rosso al cui interno custodiva gessetti e colori che non erano però presenti tra gli effetti personali che gli erano stati riconsegnati, così come non gli era stato restituito il telefono cellulare del padre, il cui numero risultava peraltro irraggiungibile.

Proprio sul trolley mancante si sono concentrati gli investigatori della Squadra Mobile dato che nei pressi della vittima era stata rinvenuta una maniglia di colore rosso, uguale a quelle dei carrellini porta zaino: circostanze che lasciavano chiaramente pensare che il 69enne potesse essere stato vittima di aggressione a scopo di rapina nel corso della quale lo zaino si sarebbe rotto e parti sarebbero rimaste sul posto. Venivano quindi “mappate” tutta una serie di telecamere di videosorveglianza allargando man mano sempre più il raggio di interesse. Proprio da questo lavoro certosino di raccolta e visioni immagini, condotto incessantemente dagli investigatori della Mobile, coordinati dalla Procura di Lecce, sono state ricostruire non solo tutte le fasi antecedenti alla rapina sin dalle ore 01:00 circa del 04 ottobre, ma anche individuato, senza ombra di dubbio, il soggetto resosi responsabile di tale reato, riconosciuto dall'abbigliamento e da un taglio di capelli molto particolare. La notte dell'aggressione già all’interno di una attività commerciale di ristorazione sita nei pressi di Via Trinchese, il 23enne aveva “adocchiato” l'artista di strada con il suo carrellino con annesso zaino rosso nel quale lo aveva visto deporre un sacchetto con le monete ed il denaro guadagnato in quella serata. Una volta uscito dal locale, la visione delle immagini acquisite ha consentito di ricostruire l’itinerario fatto da Vitale fino al momento dell’aggressione sempre seguito a breve distanza dall’indagato. In via Don Bosco Mamadou ha aggredito la vittima con l’intento di portargli via il carrellino al cui interno aveva visto riporre il sacchetto con le monete.

Successivamente all’aggressione, le telecamere hanno ripreso il 23enne che fuggiva con al seguito il trolley di Vitale. Lo stesso è stato immortalato mentre correva lungo via Don Bosco per poi imboccare la via Montegrappa ove si fermava sul ciglio della strada per rovistare all’interno dello zaino e poi accedere in una vicina area condominiale da dove usciva subito dopo portando con se una bicicletta asportata all’interno della stessa area .

Gli investigatori dopo una accurata perlustrazione, hanno rinvenuto e sequestrato, al di là del muro di cinta dell’area condominiale, in corrispondenza dell’area cantiere delle ferrovie dello stato, lo zaino di Vitale al cui interno vi era tutta la sua attrezzatura da artista di strada ma non ovviamente il sacchetto con le monete ed il telefono cellulare.

Nella tarda mattinata di ieri la Squadra Mobile ha individuato il ricercato riconoscendolo con assoluta certezza non solo per fattezze fisiche e taglio di capelli, ma anche perchè indossava il medesimo abbigliamento della sera dell’aggressione del Vitale.

Una volta condotto negli uffici della Questura, di fronte all’evidenza dei fatti che gli venivano contestati, ha confessato quanto commesso ed è stato accompagnato in carcere d’intessa con il Pubblico Ministero



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