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5G a Lecce: «Salvemini mostri mappa delle antenne». Giannone: «Faccia come Minerva»

La deputata del gruppo Misto e il movimento chiedono risposte al primo cittadino leccese sulla nuova tecnologia che fa tanto discutere

Torna di attualità il dibattito sul 5G a Lecce: la deputata salentina, Veronica Giannone, chiede al sindaco di Lecce sul tema di fare come il collega di Gallipoli, Stefano Minerva, con l’adozione della recente delibera che dice no alla nuova tecnologia, finché non si avrà la certezza scientifica che non sia dannosa per la salute.

«La decisione del sindaco di Gallipoli Minerva, che è anche presidente della Provincia di Lecce – afferma -, non fa altro che confermare la direzione che stanno prendendo la maggior parte delle amministrazioni comunali del territorio leccese, ossia attuare in pieno il principio di precauzione».

La deputata del gruppo Misto chiede a Salvemini di prendere esempio dai suoi colleghi: «Esistono dei campanelli d'allarme che suggeriscono di procedere con estrema cautela, di approfondire con attenzione e competenza questa nuova tecnologia. Avvertimenti che non possono e non devono essere ignorati. Proprio per questo, qualche settimana fa, ho inviato un'istanza al Sindaco per chiedere il rifiuto della fase sperimentale 5g su tutto il territorio comunale al fine di tutelare la salute pubblica. Aspetto ancora una semplice risposta».

Fa eco Vox Italia, attraverso la voce di Giancarlo Vincitorio, esponente regionale del movimento, che spiega di aver avanzato una richiesta formale al Comune il 20 aprile ma è rimasta senza risposta. Ad oggi quella richiesta è rimasta disattesa: «Vogliamo sapere con esattezza – spiega Vincitorio - dove il sindaco di Lecce vorrebbe fare installare in città i 350 hotspot previsti in fase progettuale. Da indiscrezioni ci risulta che alcuni saranno ubicati addirittura nei pressi di edifici scolastici e nelle adiacenze di altri ad alta densità abitativa».

«La nostra richiesta è legittima e, tra l'altro, è garantita dalla Legge che addirittura stabilisce anche tempi ben precisi per soddisfarla da parte dell'amministrazione pubblica. Il sindaco Salvemini quindi – dichiara Vincitorio – sia consapevole che sta dimostrando un comportamento non solo arrogante ma anche irrispettoso di precise norme giuridiche. Salvemini, ignorando la nostra richiesta, sta negando a tutti i cittadini, per il nostro tramite, di conoscere, controllare ed approfondire situazioni, sia di tipo tecnico che autorizzativo, del progetto 5G a Lecce. Una tecnologia che noi di Vox Italia valutiamo dannosa per la salute umana e per l'ambiente e che pertanto, sarebbe utile comunque sospendere, applicando il principio di precauzione sancito dalla Costituzione, per impedire che nel frattempo i cittadini diventino cavie umane durante la sperimentazione del 5G».

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