Cronaca Lecce 

Cadono i paletti della Soprintendenza, via libera del Tar al resort sul lungomare di San Cataldo

La struttura è abbandonata e fatiscente da molti anni: il progetto prevede la demolizione e una nuova conformazione dei volumi

Cadono le prescrizioni e i paletti imposti dalla Soprintendenza, può finalmente partire il progetto di recupero delle strutture fatiscenti sul lungomare di San Cataldo. La società proprietaria dell'immobile, la F31, aveva impugnato davanti al Tar la nota della Soprintendenza dell'aprile scorso con la quale si esprimeva parere favorevole ma imponeva allo stesso tempo delle specifiche condizioni e dunque modifiche al progetto iniziale. Tra queste in particolare il divieto ad edificare nell’area dell’ex arena e il rispetto della sagoma dei fabbricati esistenti. “Nel merito inoltre, si legge nel parere- l’edificazione di “un nuovo volume” in sostituzione dell’area inedificata cinta da un muro di recinzione,occulterebbe la visuale verso la pineta alterandone la percezione e pertanto non concorrerebbe all’obiettivo di riqualificazione del paesaggio costiero mediante la valorizzazione del patrimonio identitario naturalistico ancora presente nel sistema costiero”.

La società, difesa dagli avvocati Pier Luigi Portaluri e Giorgio Portaluri, ha ritenuto illegittime le prescrizioni trovando il parere concorde del Tar. 

In particolare i giudici, con sentenza pubblicata il 25 marzo, spiegano i due legali, “hanno ritenuto che gli interventi di demolizione e ricostruzione con aumenti di cubatura previsti dal “Piano casa” – legge regionale 14 del 2009 – possono essere realizzati nei territori costieri e nelle aree di rispetto dei boschi individuate dal piano paesaggistico anche modificando la sagoma dell’edificio preesistente.

Nel 2018 l’impresa aveva chiesto e ottenuto dal Comune di Lecce il rilascio del permesso di costruire e l’autorizzazione paesaggistica per realizzare un progetto di adeguamento funzionale e strutturale dell’edificio esistente che versa ormai da tempo in condizioni di avanzato degrado e abbandono. 

Il progetto prevede di demolire e ricostruire parte dell’edificio esistente aumentando la cubatura e modificando la sagoma: “Il Tar ha chiarito che in quelle aree, quando l’intervento sia volto alla riqualificazione del contesto, l’ampliamento dell’esistente e la modifica della sagoma è espressamente consentita dal piano paesaggistico – spiegano i due avvocati - la decisione del Tar Lecce è di estremo interesse poiché il giudice amministrativo si pronuncia per la prima volta sui rapporti tra le possibilità edificatorie premiali del piano casa e le previsioni del p.p.t.r. per i territori costieri e per le aree di rispetto dei boschi”.

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