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Enormi e suggestive cave ipogee nel Salento: ecco dove sono

Le foto delle cave ipogee salentine

CAVE IPOGEE DI CUTROFIANO

Nel territorio comunale di Cutrofiano, le calcareniti (note volgarmente con il nome di tufo) giacciono solitamente al di sotto di una coltre di depositi sabbioso-limosi e argillosi di spessore variabile da una decina di metri fino a circa quaranta metri. Dunque, è piuttosto raro rinvenirle in affioramento. Pertanto, per poter estrarre dal sottosuolo i conci calcarenitici da impiegarsi nell'edilizia, i cavamonti cutrofianesi adottarono delle tecniche di coltivazione in sotterraneo, dando origine a lunghi dedali di gallerie ipogee. Le prime cave ipogee, a Cutrofiano, vennero create intorno al periodo dell'Unità d'Italia; la coltivazione in sotterraneo è poi proseguita fino agli anni '90 del secolo scorso.

CAVE IPOGEE DI GALLIPOLI

Quella estratta nel sottosuolo di Gallipoli è una calcarenite più recente, nota localmente con il nome di carparo. Questa roccia è affiorante in una vasta porzione del centro urbano di Gallipoli e nei suoi dintorni, ma in superficie è molto compatta e di una certa durezza. La sua coltivazione è avvenuta in sotterraneo, partendo dal piano campagna con l'escavazione di pozzi che si ampliavano nel sottosuolo man mano che la roccia diveniva più tenera, oppure attraverso gallerie orizzontali scavate sui versanti di piccole alture come Colle San Lazzaro. Si ipotizza che le cave ipogee di Gallipoli di Colle San Lazzaro, siano di età messapica.

BREVE STORIA DEL GRUPPO SPELEOLOGICO NERETINO 1972 – 2020

Quarantotto anni di attività in cui il Gruppo Speleologico Neretino ha dedicato la sua attenzione alla conoscenza e allo studio dell’ambiente sia ipogeo che epigeo e a divulgare, con passione, alla comunità il bagaglio delle esperienze acquisite. Di fondamentale importanza le collaborazioni con università ed istituti di ricerca che continuano ancora oggi. Il Gruppo Speleologico di Nardò continua il suo cammino nella divulgazione e conoscenza del patrimonio naturalistico del territorio. Dal Museo Didattico, oggi divenuto Museo della Preistoria, al Museo di Speleologia e del Sottosuolo attualmente ospitato nella sede del Gruppo. Nel Museo della Preistoria sono custodite importanti collezioni provenienti dal Museo Didattico del GSN: tra i reperti una rara tartaruga ed alcuni pesci fossili recuperati grazie all’attività di salvaguardia del territorio. Di indiscutibile valore scientifico la biblioteca del Gruppo Speleologico Neretino. Un aspetto non meno importante è l’attività di studio delle cavità artificiali quali cripte, insediamenti umani, frantoi e cave (quest’ ultime per lo più ubicate nel comune di Cutrofiano e Gallipoli). La mediateca documenta questa pluridecennale attività con foto e filmati anche in 3D di questo meraviglioso territorio che si può ammirare stando comodamente seduti nella sede del Gruppo Speleologico. 

[Foto e informazioni a cura del Gruppo Speleologico Neretino]

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