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Il 61° Stormo commemora il tenente Alberto Testa

Cerimonia ieri mattina a Galatina per ricordare la figura del tenente che, l’8 febbraio 1950, morì in una missione addestrativa. Presente anche il nipote 80enne arrivato apposta dagli Usa.

Si è svolta ieri mattina una sobria cerimonia, organizzata dall’Associazione Arma Aeronautica di Galatina in collaborazione con il 61° Stormo dell’Aeronautica Militare, per celebrare la figura del tenente Alberto Testa che, l’8 febbraio del 1950, nel corso di una missione addestrativa, perse la vita precipitando con un velivolo MC-205.

L’evento è stato organizzato a seguito della decisione di restaurare una stele commemorativa dedicata al giovane pilota scomparso , collocata sul luogo dell’incidente, poco all’esterno dalla recinzione perimetrale della base aerea di Galatina, in direzione della Statale 101.

Oltre al comandante del 61° Stormo, colonnello Filippo Nannelli, al presidente della Sezione AAA di Galatina, il Luogotenente in congedo Saverio Mengoli, e al presidente della Sezione di Galatina-Lecce-Brindisi dell’Associazione Nazionale Ufficiali Aeronautica, colonnello in congedo Luigi Romano, erano presenti il dott. Benedetto Murro, sindaco di Pignataro Interamna (Frosinone), paese di origine dell’aviatore, e il dott. Fabio Vergine, “primo cittadino” di Galatina.

Particolarmente emozionante è stata inoltre la partecipazione del nipote del tenente Testa, giunto dagli Stati Uniti, nonostante gli oltre 80 anni di età, per onorare la memoria dello zio.

“Qui si troncò la balda giovinezza del Ten. Pilota Alberto Testa”, recita l’iscrizione posta sul cippo, portato a nuovo dai soci dell’AAA di Galatina con il nobile intento di preservare la storia, lo spirito e le tradizioni dell’Arma Azzurra e consolidare il legame con la comunità e il territorio.

È questo uno dei compiti principali delle Associazioni combattentistiche e d’Arma che, da sempre, si impegnano, con passione e forza, per custodire e diffondere il ricordo di gesta e valori che onorano la Patria e a cui le Forze Armate guardano con orgogliosa ammirazione.  Particolare connotazione assume tale funzione per tutti gli uomini e le donne in azzurro, soprattutto in prospettiva dei “100 anni” che l’Aeronautica Militare festeggerà nel 2023.

Dopo la lettura della “preghiera dell’aviatore”, recitata da un giovane “allievo pilota” in memoria del Caduto, è stata deposta ai piedi della stele, sulle note del “Silenzio”, una corona d’alloro, in un intenso momento di raccoglimento che ha coinvolto tutti i presenti.

Storia del tenente Alberto Testa - Il tenente Alberto Testa nasce a Pignataro Interamna il 29 agosto del 1923. Dopo il conseguimento della maturità classica, entra all’Accademia della Regia Aeronautica di Caserta dove frequenta il corso «Aquila 2». Alla cerimonia del giuramento e del battesimo del corso, il 19 maggio 1943, partecipa in prima persona sua altezza reale Umberto di Savoia, principe di Piemonte. Col precipitare degli eventi bellici, gli allievi dell’accademia si disperdono: chi torna a casa e chi corre a rinforzare le fila della resistenza ai tedeschi.

Nel 1945, a guerra cessata, l’Accademia viene trasferita a Nisida dove riprende gli studi anche Alberto Testa. Il brevetto di navigazione aerea lo consegue a Frosinone dove si esercita su un aereo SM 84. Da qui è trasferito al 3° Stormo di Centocelle e poi a Gioia del Colle dove acquisisce il brevetto di aeroplano su aereo CA 164. Alberto Testa viene quindi trasferito a Galatina per frequentare i corsi di addestramento per piloti da caccia.

L’8 febbraio 1950 viene convocato dal comandante di squadriglia per un volo di addestramento acrobatico su velivolo Macchi MC 205. L’occasione è importante viste le difficoltà operative della base di Galatina in quel tempo. I velivoli non erano sempre disponibili e questo rendeva difficoltose le possibilità per i piloti di effettuare le ore minime annuali utili a confermare i brevetti di volo. Così in quello stesso giorno, l’8 febbraio, alle ore 10, Alberto Testa decolla con il suo aereo MC 205 matricola 92289 per una esercitazione acrobatica. Appena 23 minuti dopo il dramma con l’incidente mortale.


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