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Giuseppe Zippo realizza a Specchia il sogno di una vita

Favola a lieto fine per il pasticcere salentino che l'altra sera ha inaugurato una struttura d’eccellenza in grado di offrire prelibatezze culinarie di elevata qualità.

L’altra sera c’è stato il coronamento di un sogno inseguito tutta una vita. Si potrebbe dire che un ragazzo del Sud di umili origini, diventa uomo di successo. Ed è quanto si evince dal particolareggiato racconto fatto da Giuseppe Zippo, prima che suo figlio tagliasse il nastro per inaugurare la sua nuova attività. Tutta la storia ha avuto inizio a Specchia dove si è svolta la cerimonia e dove si è disegnata questa bellissima favola.

In questo paese del Salento nasce il 25 luglio del 1983 e vive la sua infanzia Giuseppe Zippo. La sua famiglia era di umili condizioni ed il padre Antonio, come tanti salentini, emigrò in Svizzara nel 1986. Nel Paese elvetico rimase fino al 2002.

Giuseppe eufemisticamente potrebbe essere indicato come un ragazzo “discolo”. Il padre ha raccontato che fosse incontrollabile e per lui, lontano emigrante per necessità, era una vera sofferenza pensare che sua moglie da sola fosse costretta a badare ai due figli e alla piccola pasticceria di famiglia.

Giuseppe quindi ha vissuto fin da piccolo tra zucchero, farina, latte e uova, imparando dalla mamma l’arte più dolce del mondo. A casa però le difficoltà erano tante e anche Giuseppe doveva portare il suo piccolo contributo alla causa e per sbarcare il lunario, contestualmente al lavoro nella piccola pasticceria, andava di pomeriggio a bottega presso un’officina. L’idea di diventare un grande pasticcere però lo ha accompagnato fin dalla tenera età. Quella era la strada che voleva intraprendere, conscio che il traguardo l’avrebbe potuto raggiungere con sacrificio, impegno e studio.

Per la famiglia Zippo sacrificio e impegno erano pane quotidiano, per lo studio Giuseppe si iscrisse alla Scuola Alberghiera di Santa Cesarea Terme. Giuseppe Zippo in quella scuola portò a termine il triennio dopo il quale sentì l’esigenza di trasferirsi alla scuola alberghiera di Firenze dove completò gli studi e conseguì il diploma. In seguito, è stato tutto una costante crescita professionale e umana costellata di successi e riconoscimenti. L’amore infinito per la famiglia, pari a quello per la sua terra, non ha mai permesso a Giuseppe Zippo di rimanere molto tempo lontano da entrambi e quindi ha sempre declinato le allettanti offerte di lavori fissi che gli venivano proposte da ogni parte d’Italia e del Mondo. La voglia di mettere a frutto la sua geniale capacità di pasticcere esclusivamente nel suo territorio, lo ha portato con testardaggine a trovare la sua strada nella sua amata città natale.

Sono stati durissimi quei primi anni, ha raccontato Giuseppe nel suo prologo “ho sempre cozzato contro i pregiudizi e l’arroganza di chi avrebbe dovuto e potuto darmi una mano, non chiedevo altro che di avere un’opportunità, un locale dove impiantare il mio laboratorio, quattro mura per sperimentare le mie doti e le mie idee. Non volevo niente gratis, avrei pagato quello che era giusto pagare. Tutte le porte che ho bussato in quel tempo rimanevano chiuse, senza essere degnato neanche di una risposta e quando c’era, era anche più offensiva del silenzio. Qualcuno mi diceva: ma dove vuoi andare scapocchione? Altri invece: non sei all’altezza del mio locale”.

Mentre Giuseppe racconta questi aneddoti lo fa con una genuinità disarmante, non c’è acredine nel suo tono anzi si potrebbe dire che c’è gratitudine nei confronti di chi a suo tempo non l’ha aiutato e che in gran parte erano presenti alla serata. Li invita vicino al nastro, li abbraccia e li ringrazia perchè anche da quei dinieghi e dagli a volte spietati sberleffi, Giuseppe ha trovato insegnamenti e forza per proseguire il suo cammino. L’inizio ha una data precisa ed è il 2002 anno della svolta e del luminoso percorso. Il padre Antonio ritorna a Specchia portando con sé un gruzzoletto faticosamente guadagnato nei suoi 18 anni di lontananza e da buon padre lo distribuisce equamente tra i due figli.

Per Giuseppe diventa finalmente l’opportunità tanto attesa per acquistare la pasticceria di fronte all’officina dove andava a lavorare da giovanissimo apprendista. Il proprietario è un suo caro amico e un giorno gli confidò la sua intenzione di vendere. Grazie al capitale ricevuto in dono dal padre, Giuseppe non si lasciò sfuggire l’occasione. Fatto singolare è che proprio Giuseppe a suo tempo aveva consigliato il nome della pasticceria di cui stava divenendo il proprietario e quindi quel nome è rimasto anche dopo l’avvenuto acquisto “Mille Voglie”.

L’inaugurazione dell’altra sera dà il via ad una nuova avventura e corona un vecchio sogno. Finalmente Giuseppe Zippo è dentro al Castello protonobilissimo Risolo, nella centralissima Piazza del Popolo di Specchia, che qualche anno prima gli era stato rifiutato perchè non ritenuto all’altezza di quel posto. Giuseppe non solo ha dimostrato di essere all’altezza del prestigioso maniero ma è andato anche oltre ogni più rosea aspettativa. Il suo intento, già cominciato ed in via di completamento, è quello di dotare Specchia ed il territorio limitrofo di una struttura d’eccellenza in grado di offrire prelibatezze culinarie di elevata qualità e fattura.

Le antiche Scuderie del Castello sono state ristrutturate mantenendo i classici archi a chiave di volta, operazione culturale che rivaluta ed esalta l’antica tradizione architettonica, trasformando delle scuderie in alloggi confortevoli e funzionali.

L’idea vincente di Giuseppe Zippo, pluripremiato pasticcere dal lunghissimo palmares, vale citare giusto due eccezionali traguardi: il 2017 a Rimini 1° Classificato Miglior Dolce Debic italian Style, con un dolce ispirato al suo Salento e quello ultimo del 30 ottobre scorso a Roma medaglia d’Argento al Concorso Miglior Panettone del Mondo della FIPGC, è stata quella di volere al suo fianco il giovane Chef Mirco Antonio Vigna. Un vero incontro di stelle visto che anche Mirco Antonio è uno Chef della tradizione culinaria salentina fresco vincitore a Firenze del “Premio 5 Stelle d’Oro della Cucina” con un piatto di soli ingredienti salentini: Spaghetto trafilato al bronzo con: Crema di Scampi – Tartar di Gambero viola di Gallipoli – Grattuggiata di Bottarga – Cubettata di Melanzane. Un connubbio vincente che in breve tempo saprà farsi valere. Ne siamo certi perchè ci sono pochissimi competitor che possono offrire dolce e salato di livello così eccelso nel medesimo ristorante? Le Scuderie del Castello protonobilissimo Risolo a Specchia diventeranno a brevissimo, probabilmente prima delle festività natalizie, un’incantevole location per ogni tipo di cerimonia e per eventi speciali.



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