Economia e lavoro Lecce 

Leccecclesia, arriva la diffida delle Guide Turistiche Italiane: «Progetto discriminatorio»

L’associazione chiede di evitare ambiguità che possano limitare direttamente o indirettamente l'attività delle altre guide turistiche abilitate

Regione Puglia e Diocesi di Lecce diffidate dalle Guide Turistiche Italiane. Il referente per la Puglia, Luigi Mazzoccoli, lo scorso 19 maggio, aveva chiesto chiarimenti sulla natura del protocollo d’intesa che aveva permesso di inserire, nel progetto LecceEcclesiae mediante la sottoscrizione di un accordo con la Coop. Sociale ARTWORK, di Lecce, che gestisce il progetto per conto della Diocesi.

Secondo Gti, il rischio è che il protocollo, ufficializzando una via preferenziale, possa limitare direttamente o indirettamente l'attività delle altre guide turistiche abilitate. Che si creino cosiddette «barriere in entrata», anche sotto il profilo della promozione, tali per cui il turista sia indotto a credere «che non sia consentito l'accesso nei luoghi citati se non con il personale della cooperativa». 

E questo, come rimarca Mazzoccoli, vale anche in relazione alla città di Lecce e ad altri siti culturali e paesaggistici. Il referente GTI, nella diffida, ricorda che «la giurisprudenza costituzionale e di merito, così come l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) - si legge testuale nel documento -  hanno ripetutamente sancito l’illegittimità di disposizioni e regolamenti di enti territoriali che siano astrattamente idonee a circoscrivere l'esercizio della professione di guida turistica, disposizioni che in quanto tali risulterebbero limitative della concorrenza e, quindi, in contrasto con la Costituzione e con i principi dell'Unione europea».  In gioco, secondo GTI, è la libera concorrenza.

L'auspicio è che dunque Regione e Diocesi apportino correttivi che chiariscano la situazione eliminando ogni ambiguità prima che nascano profili di illegittimità. Nel caso, GTI si riserva ovviamente di ricorrere «all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e le altre autorità amministrative e giurisdizionali competenti».  Già lo scorso anno, GTI aveva espresso il proprio disappunto sul progetto Leccecclesiae, ritenuto calato dall'alto senza confronto con le associazioni di categoria. Ma qui, rileva Mazzoccoli, «la questione è anche più grave perché se allora l'afflusso riguardava Museo Diocesano, Duomo, Santa Croce e Chiese di San Matteo e Santa Chiara, quindi luoghi diocesani e di fatto privati, ora si parla di siti pubblici».

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