Economia e lavoro 

Giornale recapitato a domicilio: un sistema rischioso per gli edicolanti

La denuncia: per i gestori nessuna tutela, né economica né sanitaria in tempi di coronavirus

Il piacere del quotidiano, in tempi di coronavirus, può essere conservato intatto con la consegna a domicilio. Lo sottolineano da più parti gli editori e anche i distributori che, in Puglia, come in altre parti d’Italia hanno avviato il servizio per la clientela. Ma non è tutto rose e fiori. Perché se è vero che, col passare dei giorni, si stanno progressivamente logorando i rapporti tra chi vende il giornale e i clienti ovviamente preoccupati di infettarsi o addirittura di essere sanzionati, è altrettanto vero che gli unici a rischiare in prima persona sono gli edicolanti (e chi acquista) che non possono contare su alcun tipo di prevenzione.

Secondo i sindacati, quello messo in piedi dai distributori, nonostante l’apparenza, è un sistema poco rispettoso della categoria, nonché pericoloso per la salute di tutti. Lo spiega con chiarezza la Snag elencando alcuni punti critici: “La maggior parte dei rivenditori sono materialmente impossibilitati a fare la consegna a domicilio, in quanto lavorano da soli all’interno dell’edicola e non possono allontanarsi. Non c’è la dotazione dei necessari strumenti sanitari utili a poter fare questo tipo di servizio (mascherine, guanti, abbigliamento adatto), il che espone gli edicolanti a rischi sanitari incalcolabili, oltre che alla possibile contestazione, da parte delle autorità, della violazione delle disposizioni governative in tema di divieto di libera circolazione. Non è prevista alcuna forma di copertura assicurativa nei confronti delle edicole che accettano di farlo. Non è stata prevista, da parte degli editori, distributori nazionali o distributori locali alcuna forma di remunerazione aggiuntiva per il rischio”. Una presa di posizione che arriva dopo il fallimento della trattativa tra tutti i componenti della filiera editoriale.

“Le edicole -ha sottolineato il presidente Snag, Andrea Innocenti- meriterebbero di essere aiutate e valorizzate in questo difficile momento, invece la filiera si è dimostrata incapace di trovare soluzioni condivise. Avevano solo chiesto di non pagare in anticipo alcune pubblicazioni e di posticiparne il pagamento al momento della resa dell’invenduto, ma pare che i sistemi informatici della distribuzione locale non lo consentano. Ma l’emergenza persiste e si somma ad una crisi strutturale ultradecennale. Anche sulla flessibilità nelle rese e nei pagamenti non è stato possibile trovare una quadra. La situazione però resta grave. A breve le edicole potrebbero non essere in grado di continuare ad operare per le enormi anticipazioni finanziarie cui sono soggette e potrebbero trovarsi nell’impossibilità materiale di fornire un servizio essenziale ai cittadini. Tutto il servizio grava infatti sulle spalle degli edicolanti, anche le consegne a domicilio, ma senza risorse e incentivi, e con le limitazioni alla circolazione connesse all’emergenza COVID-19 e i ridotti volumi di vendita, non è pensabile scaricare tutto sugli edicolanti”.

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