Economia e lavoro Taviano 

Comparto florovivaistico in ginocchio, Tanisi: «100% di produzione al macero, riattivare le vendite»

I sindaci del Distretto Florovivaistico Pugliese chiedono misure ad hoc per far fronte alla crisi del settore

Grido di allarme dei sindaci del Distretto Florovivaistico Pugliese che chiedono al Governo e alla Giunta regionale provvedimenti  a favore di tanti floricultori duramente colpiti dalla crisi in seguito all' emergenza sanitaria in corso. L'appello arriva di primi cittadini di  Taviano, Terlizzi e Leverano

La produzione florovivaistica  si caratterizza di una programmazione di diversi mesi, nel corso della quale, da parte dei floricultori, vengono sostenuti ingenti costi che rappresentano un capitale che, allo stato attuale, sta andando completamente perduto. Pertanto, al mancato guadagno dovuto al blocco delle vendite in seguito alla chiusura dei mercati floricoli, si aggiunge la perdita del capitale investito in tutti questi mesi di programmazione. Da qui le proposte avanzate dai sindaci:  sospensione dei pagamenti INPS per tutto l'anno 2020; liquidità alle imprese florovivaistiche per consentire loro di far fronte agli impegni in essere e per riprogrammare le produzioni future. 

A tal proposito, secondo il sindaco di Taviano Giuseppe Tanisi «non sono sufficienti i crediti di imposta, il rinvio delle scadenze e dei tributi o la sospensione del pagamento di mutui; tutte misure che, seppur rappresentano un sostegno, non risolvono però il principale problema: il bisogno di liquidità. Occorre pertanto prevedere un risarcimento dei danni subiti a copertura degli ingenti capitali andati persi insieme alle produzioni andate al macero. Occorre stabilire un criterio risarcitorio che tenga conto dell'entità degli investimenti realizzati dalle imprese e variabile a seconda della tipologia di coltura. Pertanto occorre garantire liquidità attraverso investimenti immediati per mantenere in vita un settore già martoriato da numerosi eventi atmosferici e che con questa emergenza santitaria rischia di subire il colpo fatale».

Terza proposta è riattivare delle vendite di piante e fiori nel rispetto delle misure igienico sanitarie, considerandoli come beni di prima necessità al pari dei prodotti agroalimentari, sia per la deperibilità che li accomuna sia per la funzione sociale e ricreativa che possono svolgere in questo momento di difficoltà per l'intero Paese, soprattutto in vista di prossimi eventi come la Pasqua o la festa della mamma.  Giuseppe Tanisi: «Il nostro comparto non può prescindere dal ricevere un intervento specifico e straordinario, poiché il 100% della produzione al macero significa il fallimento per la quasi totalità delle aziende che operano in questo settore, e di riflesso un fallimento dello Stato Italiano che risulterebbe incapace di tutelare il lavoro (circa 200.000 dipendenti in tutta Italia) ed una parte considerevole e importante del settore agricolo».

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