Economia e lavoro Lecce 

Consiglio Uiltucs a Lecce: "Turismo, commercio e servizi: strategici per rilancio Sud"

L’appello dei segretari nazionali Pierpaolo Bombardieri (Uil) e Bruno Boco (Uiltucs): “Turismo, commercio e servizi settori-chiave per il rilancio del Sud ma senza investimenti nelle infra...

L’appello dei segretari nazionali Pierpaolo Bombardieri (Uil) e Bruno Boco (Uiltucs): “Turismo, commercio e servizi settori-chiave per il rilancio del Sud ma senza investimenti nelle infrastrutture non ci sarà sviluppo”. Lavoro, servizi, legalità e sicurezza nel terziario: questi i temi caldi al centro del Consiglio nazionale della Uiltucs che si è svolto questa mattina a Lecce. I 153 rappresentanti dell’organo direttivo del sindacato - che rappresenta i lavoratori del turismo, commercio e servizi - si sono riuniti nelle sale del castello Carlo V, alla presenza del segretario generale nazionale Uiltucs Bruno Boco e del segretario generale aggiunto della Uil nazionale, Pierpaolo Bombardieri. A fare gli onori di casa, i segretari regionale e provinciale della Uiltucs, Giuseppe Zimmari e Antonella Perrone. Oltre ad affrontare i temi organizzativi della categoria, l’assemblea ha puntato l’attenzione sullo stato dell’andamento degli indicatori socio-economici del Paese e sulle prospettive delle scelte di politica economica del governo, con particolare riferimento al mercato del lavoro e alle politiche assistenziali e previdenziali, al tema della legalità e sicurezza del territorio anche in relazione alle condizioni di lavoro dei lavoratori degli istituti di vigilanza privata (ad oggi senza rinnovo del contratto e con innumerevoli problemi di sicurezza in una fase nella quale la criminalità organizzata ha rialzato la testa), e alla situazione generale nei settori del turismo, commercio e servizi. “Abbiamo già detto al Governo che non ci siamo entusiasmati per i coefficienti che aumentano dello zero virgola”, ha dichiarato il segretario generale aggiunto Uil, Pierpaolo Bombardieri. “Il tema dello sviluppo del Mezzogiorno – ha sottolineato - è stato completamente disatteso e abbandonato. Abbiamo un Paese che viaggia a più velocità e chiediamo che sul Mezzogiorno vengano fatte delle scelte che prevedano investimenti pubblici in infrastrutture materiali e immateriali. Siamo convinti che questa sia la strada da seguire per poter rilanciare il Paese e poter dare una speranza di crescita e di rinascita al Mezzogiorno e ai tantissimi giovani che oggi cercano un’occupazione stabile”. Poi ha aggiunto: “C’è la necessità di fare una scelta chiara sul modello di sviluppo del nostro Paese. Il turismo, il commercio e i servizi possono essere uno strumento di lavoro importante, ma se non ci sono le infrastrutture che aiutano queste scelte sarà complicato perseguire gli obiettivi di crescita. Abbiamo risorse e ricchezze che tutto il mondo ci invidia, sarebbe il caso di fare scelte adeguate per valorizzarle e per poter dare la possibilità di sviluppo e di lavoro in questo settore”. Bruno Boco, segretario generale Uiltucs, ha analizzato la situazione nel terziario. “Il turismo sta andando bene da anni – ha detto - con ricadute positive in Puglia e soprattutto nel Salento. Tuttavia il settore in generale potrebbe migliorare molto, ma a due condizioni: una promozione che in Italia è ancora troppo disarticolata nelle varie regioni, perché si spendono un sacco di soldi con risultati assolutamente non all’altezza dei quattrini che si impegnano; in secondo luogo, bisogna riuscire a fare filiera, cioè a vendere non solo la vacanza e il mare, ma tutto il territorio, con le bellezze archeologiche da un lato e, dall’altro, con le produzioni locali. Abbiamo produzioni di eccellenza e il Salento è un esempio della straordinarietà del nostro Paese, ecco perché dico che bisogna saper vendere bene tutto”. Poi un focus su commercio e servizi: “Sul commercio non andiamo bene, – ha detto il segretario Boco - vuoi per l’avanzare dell’economia digitale, cioè l’e-commerce, con i problemi connessi alla fiscalità, perché questi colossi hanno dei vantaggi competitivi spaventosi ed è una questione che va affrontata: bisogna assolutamente ammodernare il fisco e tassare le aziende in base al valore che creano. Per i lavoratori di questo settore, c’è poi un problema di frammentazione contrattuale che va risolto, ma starei attento: la crisi della distribuzione moderna e del piccolo commercio nel Mezzogiorno d’Italia è dovuto al fatto che il reddito disponibile delle persone è crollato: se confrontiamo il reddito disponibile nella provincia di Lecce, con quello di dieci anni fa, vediamo che c’è stato almeno un crollo del 30 per cento. Così è chiaro che i consumi non solo stagnano, ma rallentano e se non si inverte questa tendenza va in crisi tutto il sistema”. Infine un passaggio sui servizi e, in particolare, sulla vigilanza privata: “Ci sono problemi contrattuali che vanno risolti - – ha detto il segretario Uiltucs – perché non si riescono a rinnovare i contratti. Negli appalti serve il vincolo di una clausola sociale: nella determinazione del costo, bisogna rispettare i contratti sottoscritti con le organizzazioni (comparativamente) maggiormente rappresentative”. Antonella Perrone, segretaria generale Uiltucs Lecce, ha infine ribadito le richieste del sindacato: “Cultura della legalità, qualità dell’offerta dei servizi e del lavoro nel turismo, come nel commercio e nei servizi – ha detto - sono indispensabili per far decollare l’economia salentina. Qui da noi – ha evidenziato ancora Perrone - la ripresa stenta a prendere tono e volume, la crisi è tutt’altro che superata. Per questo la nostra categoria sindacale continuerà a lavorare sul territorio mantenendo come unico obiettivo la buona occupazione e la legalità, che per noi sono gli unici cardini della vera ripresa”.

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