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Mers, la nuova Sars torna in Europa: in Inghilterra una vittima del virus killer

Non esiste una cura specifica: ci si concentra sulla cura dei sintomi, associata a quella di supporto delle funzioni vitali. La MERS (Middle East Respiratory Syndrome), sindrome respiratoria mediorie...

Non esiste una cura specifica: ci si concentra sulla cura dei sintomi, associata a quella di supporto delle funzioni vitali. La MERS (Middle East Respiratory Syndrome), sindrome respiratoria mediorientale causata da coronavirus rievoca la SARS (il virus è simile, tanto che viene definita la “Sars mediorientale”), che fece tantissime vittime in Oriente a partire dall’inizio del 2003. Si tratta di malattie a cui possono essere esposti i viaggiatori europei che si recano in alcune zone non ancora individuate con precisione del Medio Oriente. Il primo caso accertato risale al giugno 2012 in Arabia Saudita. Nel 2013 viene colpito il primo italiano: un uomo che era stato in Giordania. Il virus MERS uccide nel 30 per cento dei casi, la SARS nel 10 per cento. Spesso la malattia è asintomatica oppure dà una sindrome da distress respiratorio acuto fino all’insufficienza multiorgano che porta alla morte. I soggetti più a rischio sono i diabetici e, naturalmente, gli immunodepressi. Questo virus torna a minacciare l’Europa a sei anni dalla sua scoperta, perché qualche giorno fa è stato registrato un caso di morte causata dal Mers-Cov in Inghilterra: ora la battaglia è quella di fare in modo che resti un episodio isolato. Si tratta del sesto nuovo tipo di coronavirus differente da quello della Sars o del normale raffreddore. “La Public Health England, agenzia governativa che si occupa della sanità in Inghilterra che costituisce l’omologo del nostro Istituto Superiore di Sanità, ha specificato che l'uomo è stato inizialmente ricoverato all'ospedale di Leeds e poi trasferito presso un centro specializzato in malattie infettive respiratorie al Royal Liverpool Hospital – come ci spiega il presidente dello Sportello dei Diritti, Giovanni D’Agata - Si ritiene che il paziente abbia contratto l'infezione in Medio Oriente, prima di volare nel Regno Unito. L’ente che fa capo all’esecutivo di Londra, sta ora cercando di contattare i passeggeri che si trovavano sullo stesso volo del paziente e che potrebbero essere stati infettati”.  DA DOVE NASCE E COME SI DIFFONDE IL VIRUS MERS Gli scienziati ipotizzano che il virus Mers-Cov abbia come serbatoio naturale i pipistrelli che infettano con i loro escrementi i datteri e i cammelli, quindi, anche gli esseri umani. La medicina ha notato che esistono alcuni pazienti che sembrano avere la capacità di trasmettere il virus in maniera più veloce di altri. Il contagio interumano si realizza per via aerea, con goccioline di saliva o per contatto diretto. Anche se non è chiaro come avvenga il passaggio, dromedari e cammelli sembrano essere i principali indiziati del contagio nei confronti dell’uomo. I lavoratori nel campo sanitario sono i più esposti. Nel 2013 il gigantesco pellegrinaggio alla Mecca di milioni di fedeli potrebbe aver diffuso notevolmente questo virus. La scienza ancora non ha un quadro chiaro di come si estenda il contagio e di quale sia il periodo d’incubazione di questa malattia. Le autorità saudite consigliano tutta una serie di vaccini prima di partire per certe mete, ma un vaccino per questo virus ancora non esiste. Oltre ai pipistrelli potrebbero essere serbatoi del virus anche il latte di cammello e il cammello stesso. Un’altra caratteristica del Mers- CoV è che colpisce prevalentemente gli uomini: il motivo, però, potrebbe essere di carattere culturale, perché le donne mediorientali portano il velo e le loro vie aeree sono completamente coperte. Mers e Sars sono simili, ma alcuni sintomi fanno la differenza: con la prima si verificano subito gravi crisi respiratorie, nell’altro caso grave diarrea. Si ipotizza che la malattia abbia un’incubazione di 12 giorni. Acquisire i campioni respiratori delle basse vie aeree, insieme ad altre informazioni sui viaggi fatti dal paziente, può dare il vantaggio di una diagnosi precoce. Nella diagnosi del virus MErs-cov si va per esclusione: visto che si sa ancora poco, si escludono tutta una serie di malattie che potrebbero aver colpito il paziente. Il virus si manifesta con febbre e tosse, quindi lo si può scambiare per un forte raffreddore, se non si acquisiscono determinate informazioni (viaggio in Medio Oriente) e se non si procede ad esami specifici delle basse vie respiratorie. MERS-CoV è un virus a RNA a senso positivo, a filamento singolo: fa parte dei coronavirus, tipologia di virus individuata per la prima volta negli anni ’60. Si tratta di un virus che ha la caratteristica forma a corona se lo si osserva con un microscopio elettronico. Alcuni coronavirus provocano banali raffreddori e infezioni alle vie respiratorie, ma Sars e Mers possono essere letali.  TRATTAMENTO E PREVENZIONE C’è da sapere ancora tutto sul virus MERS-CoV, quindi, non esiste una cura specifica: ci si concentra sulla cura dei sintomi, associata a quella di supporto delle funzioni vitali. Non esiste un vaccino, come detto, ma si sta lavorando per cercare di trovare una soluzione vaccinale. L’unica forma di prevenzione resta l’igiene, soprattutto nel caso di spostamenti nelle regioni mediorientali: mantenere una buona igiene delle mani, stare lontani da chi sputa, tossisce o starnutisce, evitare carne cruda o poco cotta, frutta non lavata e bevande non imbottigliate. Un’altra accortezza da usare è quella di non toccarsi mai naso, occhi e bocca con mani non lavate. Tutte le superfici devono essere lavate e disinfettate. La Sindrome respiratoria del Medio Oriente, che uccide un terzo di coloro che colpisce, è indicata come una delle 10 minacce urgenti all'umanità da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. “Questo è il quinto caso di MERS diagnosticato in Inghilterra, con casi precedenti già acclarati nel 2012/2013 – ci informa lo Sportello dei Diritti - Agli operatori sanitari è stato consigliato di rimanere vigili nei confronti di tutti i pazienti che presentano gravi malattie respiratorie inspiegabili che si verificano in chiunque abbia viaggiato di recente nel Regno Unito dal Medio Oriente, in particolare alla luce dell'aumento dei viaggi associati all'Hajj il tradizionale pellegrinaggio al Masjid al-?ar?m della Mecca e nelle sue prossimità che costituisce uno dei pilastri dell’Islam, un dovere religioso obbligatorio per i fedeli musulmani che deve essere svolto almeno una volta nella vita da tutti i musulmani adulti”.  LE CONSIDERAZIONI DEGLI ESPERTI Il dott. Jenny Harries, vice direttore sanitario della Public Health England, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni – riportate dallo Sportello dei Diritti - a proposito di un paziente in cura a Liverpool, a causa dell'infezione da Sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers-CoV): "Si pensa che il paziente abbia contratto l'infezione mentre era in Medio Oriente, prima di recarsi nel Regno Unito. Public Health England sta seguendo coloro che hanno avuto contatti stretti e prolungati con il paziente per offrire consigli e monitorarli se necessario. È importante sottolineare che sebbene sia stato identificato un caso, il rischio generale di trasmissione della malattia al pubblico è molto basso. Come abbiamo visto in casi precedenti, abbiamo procedure di controllo delle infezioni ben consolidate e solide per trattare casi di malattie infettive importate e queste saranno seguite rigorosamente per minimizzare il rischio di trasmissione. Se le persone mostrano sintomi di MERS dopo aver viaggiato in Medio Oriente, il nostro consiglio rimane invariato e dovrebbero contattare i servizi sanitari attraverso i soliti percorsi”. La prevenzione e l’attenzione alla sintomatologia per quanti viaggiano da e verso le zone potenzialmente colpite, quando si tratta di possibili focolai epidemici, sono le migliori attività che si possono rilanciare per evitare qualsiasi rischio per la popolazione. Oggi non esiste sembra esserci la minaccia di un’epidemia europea e allarmarsi non ha senso, ma i nuovi casi riscontrati in Europa ci sono sembrati un buon motivo per parlare nella nostra rubrica di sanità di questo virus ancora poco conosciuto, che sta spaventando i viaggiatori del Medio Oriente.    

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