Ambiente Lecce 

Ministero dell'Ambiente: "Nessuna valutazione di incidenza ambientale per il poligono di Torre Veneri"

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Arrivano le prime risposte del Ministero per l'Ambiente alle richieste di "Lecce Bene Comune" sulla procedura V.inc.a. per le attività militari nell'area protetta di Torre Veneri.  Non è stata svolta alcuna valutazione di incidenza ambientale per l’ attività del poligono militare di Torre Veneri: arrivano le prime risposte alla richiesta avanzata dall’associazione "Lecce Bene Comune" sull’ assoggettamento alla procedura V.inc.a dei programmi di attività addestrative nell'area.   La richiesta era stata inoltrata il 7 aprile scorso anche dall’associazione ecologista "Gruppo d'Intervento Giuridico Onlus" per Capo Teulada in provincia di Cagliari. Con una nota del 28 aprile il Ministero dell’ambiente – Direzione generale protezione della natura e del mare ha chiesto alla Regione autonoma della Sardegna e alla Regione Puglia l’esistenza o meno di legittime procedure di valutazione di incidenza ambientale. La Provincia di Lecce (delegata in materia dalla Regione Puglia, ai sensi della legge regionale n. 17/2007) aveva affermato con una nota del 24 marzo che “non risulta, per le attività alcuna istanza inoltrata da parte dell’Autorità militare”. Le attività addestrative militari, potenziali fattori di degrado ambientale delle aree naturali protette di Capo Teulada e di Torre Veneri, non sono quindi autorizzate sotto il profilo ambientale.  Qualsiasi attività che possa arrecare danno ai siti protetti, deve essere, infatti, assoggettata alla procedura di V.inc.a. per minimizzarne gli impatti e introdurre misure di compensazione ambientale. La violazione della normativa comunitaria in materia comporta una procedura di infrazione. Nei prossimi giorni "Lecce Bene Comune" e il "Gruppo d’Intervento Giuridico onlus" coinvolgeranno nuovamente i Ministeri dell’ambiente e della difesa, le Presidenze della Regione Puglia e della Regione autonoma della Sardegna, i Servizi valutazione degli impatti ambientali delle Regioni, nonché la Commissione europea, informando, nel contempo, le Procure della Repubblica presso i Tribunali di Lecce e di Cagliari.

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