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Curare il covid nella prima fase con antinfiammatori, ma attenti alle nuove bufale 

L’infettivologa dell’Asl, Annalisa Bascià, più che puntare sull’aspirina, nei primi giorni, consiglia di passare subito agli antinfiammatori tipo nimesulide (aulin) o ibuprofene (brufen) al dosaggio di una bustina due volte al giorno

Ieri vi abbiamo parlato del protocollo Remuzzi, che consiste nel partire in anticipo per prevenire la reazione infiammatoria che porta alla polmonite interstiziale e curare i pazienti a casa, con dei comuni antinfiammatori. L’infettivologa dell’Asl, Annalisa Bascià, più che puntare sull’aspirina, nei primi giorni, consiglia di passare subito agli antinfiammatori tipo nimesulide (aulin) o ibuprofene (brufen) al dosaggio di una bustina due volte al giorno. Questo tipo di cure bloccano la progressione infiammatoria. Oggi, però, vogliamo darvi delle informazioni per difendervi da bufale che, quando si parla di malattie come il covid-19, possono essere molto pericolose.  Giuseppe Remuzzi, primario di Nefrologia all’ospedale di Bergamo, con alcuni suoi autorevoli colleghi ha aperto la strada a una prospettiva futura importante: bloccare la progressione infiammatoria del covid a casa, con un intervento preventivo. Ai primi sintomi del covid-19 (problemi di olfatto, perdita del gusto, febbre, mal di testa e altro) si interviene con gli antinfiammatori che arginano l’onda che potrebbe scatenare una reazione devastante del nostro sistema immunitario, fino a costringerci al ricovero. “Nella prima fase e cioè con sintomi lievi, come una febbricola, è consigliabile l'utilizzo di antinfiammatori tipo nimesulide (aulin) o ibuprofene (brufen) al dosaggio di una bustina due volte al giorno, quando si attende il tampone e c’è il sospetto di aver avuto a che fare con soggetti positivi - spiega l’infettivologa Annalisa Bascià  -  Si può aggiungere un antibiotico (tipo azitromicina) solo in alcuni casi specifici, secondo parere del medico curante (che è fondamentale in questa fase): bisogna evitare assolutamente il fai-da-te.  Utile in questa prima fase associare un gastroprotettore e fermenti lattici”. Come abbiamo più volte ricordato ai nostri lettori, bisogna avere un occhio di riguardo sempre per il nostro stomaco e proteggere l’equilibrio del microbiota intestinale, che i farmaci mettono a dura prova.  Ma cosa bisogna fare se i primi rimedi antinfiammatori non funzionano?  La dottoressa Annalisa Bascià ci dà la soluzione: “Se la febbre non passa, anzi tende ad aumentare, nel frattempo che attendiamo l’esito del tampone a casa, è necessario iniziare la terapia cortisonica (deltacortene 25 mg), sempre sotto uno stretto controllo medico, con un dosaggio di 50 mg al giorno.  In questo periodo, tra l’altro, è fondamentale monitorare la saturazione dell'ossigeno, che non deve scendere al di sotto di 96 (altrimenti si renderà improrogabile il ricovero ospedaliero!).  LE FALSE CURE MIRACOLOSE DELLA MALATTIA COVID-19 LASCIAMOLE AI SANTONI  La vitamina C farà pure bene, ma non cura la malattia scatenata dal SARS-CoV-2. È falso anche che il peperoncino abbia l’effetto di rendere più difficile il contagio. È una fake news pure la cura naturale del covid con acqua e bicarbonato, come tutte le cure a base di oli essenziali delle piante aromatiche come basilico, rosmarino e origano. Qualcuno vi ha già parlato del latte? Il Ministero della Salute ha fatto chiarezza anche su questo punto: “Non ci sono attualmente evidenze scientifiche che il latte abbia una azione protettiva o curativa nei confronti dell’infezione da nuovo coronavirus”. La lista di bufale è lunghissima: il consiglio è di affidarsi solo a testate giornalistiche autorevoli e alle faq del Ministero. “Le lampade a raggi ultravioletti (UV) non devono essere utilizzate per disinfettare le mani o altre aree della pelle - ricordano gli esperti del Ministero della Salute - Le radiazioni UV possono causare irritazione alla pelle e danneggiare gli occhi. Lavarsi le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base alcolica (igienizzanti per mani) sono i modi più efficaci per rimuovere il virus”. Inoltre, zecche e mosche non possono contagiare gli uomini per quanto riguarda il nuovo coronavirus. Poi, c’è l’ultimo chiarimento del Ministero in ordine di tempo: “L'ozono non ha proprietà sterilizzanti propriamente dette. Si tratta di una sostanza attualmente sottoposta a valutazione all'interno del Regolamento 528/2012 Biocidi, in attesa di essere autorizzata all'uso come biocida (disinfettante). Le sue proprietà, note in letteratura scientifica e già applicate in alcuni settori, non sono al momento sufficienti a garantirne l'adeguatezza dello specifico uso tecnologico come disinfettante, in quanto deve essere sottoposto a prove di efficacia e di sicurezza (potenziali effetti collaterali da scorretto uso o concentrazione inappropriata). Rimane la possibilità di un uso per la sanificazione intesa come intervento di pulizia approfondita incluso in un contesto generale di ottimizzazione delle misure igieniche e microclimatiche, realizzato da parte di personale appositamente formato e adeguatamente protetto”. Insomma, teniamo a freno la fantasia e fidiamoci della scienza.  Gaetano Gorgoni 

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