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Cosa c’è dietro a una “piccola peste”: psicologia dei bambini incontenibili

Come affrontare l’esuberanza, l’eccessiva vivacità, i continui dispetti e l’incontenibilità dei bambini? Le “piccole pesti” spesso stressano i genitori, che non sanno che pesci prendere

Come affrontare l’esuberanza, l’eccessiva vivacità, i continui dispetti e l’incontenibilità dei bambini? Le “piccole pesti” spesso stressano i genitori, che non sanno che pesci prendere. Nella maggior parte dei casi sono bambini con una personalità speciale, ma non bisogna lasciarli fare troppo, perché diventano un problema per insegnanti, compagni e per il loro stesso sviluppo psichico. Gli esperti, infatti, consigliano di alzare la guardia quando l’esuberanza diventa troppo frequente o eccessiva perché c’è una difficoltà o una mancanza che dev’essere risolta. I bambini con il loro comportamento svelano molte cose e lanciano tanti messaggi: bisogna saperli interpretare. Però è necessario avere anche la capacità di capire cosa succede in famiglia e qual è la situazione ambientale e sociale che alimenta certi atteggiamenti. 

I bambini “pestiferi” si mettono sempre nei guai, vanno verso i maggiori “pericoli domestici” e hanno un’energia infinita: la buona notizia è che spesso sono delle personalità creative, ma questi piccoli hanno bisogno di essere indirizzati, con molta pazienza e attraverso il dialogo, verso il rispetto delle regole e dei genitori. Spesso, però, ci sono diversi motivi che provocano questo “ciclone di energia”. “A volte sono stanchi, ma i diversi stimoli, come il gioco fisico, li rendono più attivi - spiega la pediatra Patrizia Di Tonno - Qualche volta è gelosia verso fratelli o sorelle: in questi casi bisogna far venire fuori il problema e far capire ai bambini la loro importanza, dando maggiori attenzioni. In altri casi è, invece, una semplice necessità di muoversi, perché avendo passato molto tempo in spazi ristretti (all’asilo, ad esempio), hanno bisogno di sfogare la loro energia. In questi casi è bene portarli in un parco a giocare e a stancarsi. Tante altre volte i dispetti, il disturbo continuo delle attività che svolgono i genitori, il danneggiamento degli oggetti e dei soprammobili in casa e l’eccessiva esuberanza nascono da una necessità di riceve maggiori attenzioni. Certe volte papà e mamma sono troppo impegnati al computer o sui propri cellulari: questi bambini chiedono il loro sguardo e la loro attenzione”. 

BAMBINI TROPPO VIVACI? CI PUÒ ESSERE CONFUSIONE  NELLE FIGURE DI RIFERIMENTO 

Non è raro che l’eccessiva vivacità di alcuni bambini sia dovuta alle troppe figure di riferimento che si alternano ad accudirlo. Molti “educatori”, dalla mamma alla zia, dalla babysitter alla nonna, fino alle maestre dell’asilo possono ottenere l’effetto contrario perché ognuno imporrà regole e codici di comunicazione differenti. L’esuberanza svela, dunque, spesso una sorta di confusione sulle regole da seguire e sulle vere figure di riferimento (troppo spesso in contrasto tra loro). Con la loro eccessiva vivacità i bambini chiedono di essere contenuti nel loro desiderio di autonomia per costruire una stabile personalità in via di formazione. I genitori sono sempre in tempo per intervenire: si può partire dalla riduzione delle persone di riferimento. Molto spesso i nonni cercano di imporre il loro modo di educare, ma questo non è sempre un bene perché deve essere chiaro che le figure di riferimento principali sono quelle genitoriali. Se madre è nonna non sono in sintonia sulla modalità affettiva ed educativa, oppure se una delle figure di riferimento sminuisce l’altra, il risultato educativo non sarà quello desiderato. Non vanno bene neanche due atteggiamenti opposti: una figura che concede di più e l’altra più dura. Inoltre, gli esperti spiegano che con questi bambini più vivaci  non si otterrà nulla con  le punizioni esemplari e la violenza. Con i bambini ultravivaci non serve a nulla e il tono nervoso, stizzito e la faccia da duri: bisogna avere una grande pazienza per spiegare loro le cose. La loro testardaggine deve essere combattuta con la dolcezza. Castighi eccessivi e atteggiamenti di sfida non portano a nulla con questo tipo di personalità. Il tono di voce deve essere fermo e deciso ed è inutile urlare. Si possono adottare alcune tecniche per spezzare i momenti di crisi, magari facendo una cosa che non si aspettano: donando loro un abbraccio. Inutile anche inventarsi punizioni esagerate in tenera età: ad esempio non comprare i giocattoli a Natale. Bisogna capire anche che i bambini devono comprendere le punizioni: quando sono troppo piccoli c’è il rischio che vengano interpretate male. Fare il genitore è un mestiere molto difficile: bisogna utilizzare empatia e connettersi con il complicato mondo dei bambini. Certo, bisogna saper intervenire con determinazione, lucidità, punendo quando è necessario, ma senza farci travolgere da istinti rabbiosi e violenti. L’autocontrollo è d’obbligo per un buon genitore, soprattutto con le “piccole pesti”. 

Gaetano Gorgoni 

 

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