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Covid, aumentano i casi, situazione tranquilla nelle terapie intensive

Presso l'ospedale di San Cesario dal 14 settembre sono riprese tutte le attività connesse al reparto di Reumatologia, ovvero le attività ambulatoriali, cliniche e strumentali e quelle di Day Hospital e Day Service

Mentre gli ospedali che hanno ospitato i pazienti covid  come quello di San Cesario tornano alla normalità, il SARS-CoV-2 continua a circolare in ogni provincia d’Italia. I dati del Ministero della Salute registrano un aumento dei casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio (dal 31 agosto al 6 settembre): il nuovo coronavirus si trasmette dalle fasce di età più giovanili a quelle più anziane, soprattutto all'interno della famiglia. Sono ormai molto ridotti i casi generati dal turismo. In vista dell’autunno bisogna alzare la guardia in famiglia proteggendo i più anziani. Intanto le terapie intensive nel Salento, nel momento in cui scriviamo, non hanno casi di covid. Ciononostante in Puglia i ricoveri aumentano (218 nelle scorse ore), anche a causa dei focolai nel nord della Puglia. 

Nel Salento si ritorna alla normalità: i numeri sono contenuti rispetto al nord della Puglia, anche se gli ultimi casi preoccupano (la Oss del Fazzi positiva, l’ufficiale dei carabinieri tornato da un matrimonio in Calabria con il covid e l’80enne e due nipoti positivi a Presicce-Acquarica), ma ci possiamo ancora permettere un ritorno alla “normalità ospedaliera”. Ci sono novità importanti: l’Unità Operativa di Reumatologia ritorna a San Cesario, dal 14 settembre sono riprese, in via Croce di Lecce, tutte le attività connesse al reparto, ovvero le attività ambulatoriali, cliniche e strumentali e quelle di Day Hospital e Day Service. Dunque, la sanità salentina regge e le terapie intensive, per il momento, sono vuote: si spera sia sempre così anche nella stagione fredda grazie alla tempestività degli interventi. I ricoveri degli ultimi due mesi sono avvenuti nei reparti di infettivologia. Dagli Operatori del Pronto Soccorso COVID del DEA di Lecce i messaggi sono confortanti, ma l’allerta resta alta. 

I DATI NAZIONALI

 Il Ministero della Sanità segnala un aumento dei nuovi casi in Italia per la sesta settimana consecutiva con una incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 giorni (periodo 24/8-6/9) di 27.89 per 100.000 abitanti, in aumento dal periodo 6/7-19/7. 

“La maggior parte dei casi continua ad essere contratta sul territorio nazionale (risultano importati da stato estero il 15% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio); in particolare si osserva una percentuale non trascurabile di casi importati da altra Regione/PA (11,1% nella settimana corrente, in diminuzione rispetto alla settimana precedente)”.

 Molti giovani hanno contratto il virus, ma l’età mediana sta aumentando e attualmente è di circa 35 anni. Sebbene la circolazione nel periodo estivo sia avvenuta con maggiore frequenza nelle fasce di età più giovani, in un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità, ci sono ora segnali di una maggiore trasmissione sul territorio nazionale in ambito domiciliare/familiare con circolazione anche in persone con età più avanzata. Le dinamiche di trasmissione si mantengono estremamente fluide: si continuano ad osservare gli effetti di focolai associati ad attività ricreative sia sul territorio nazionale che all'estero, già osservati nelle settimane precedenti a cui si associa da questa settimana un ulteriore aumento della trasmissione in ambito familiare/domestico”. 

Ormai l’incremento dell’indice di trasmissione nazionale (Rt) ha superato la soglia di 1 intorno al 16 agosto 2020. Ad ogni modo, gli esperti ci avvisano che questi dati potrebbero non rispecchiare la realtà: perché il virus attraverso gli asintomatici avrebbe una diffusione di gran lunga superiore. Il 68% dei nuovi casi sono stati diagnosticati grazie all’intensa attività di screening e all’indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti, ma potrebbe esserci in circolazione un numero importante di infetti senza sintomi. Il SARS-CoV-2 oggi circola in tutto il paese: nessun territorio è indenne. Il problema è che continuano ad aumentare, ogni giorno, i ricoveri. 

SCONGIURARE IL SOVRACCARICO 

L’Istituto Superiore di Sanità avverte che in Italia “si osserva un lento e progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-Cov-2, sebbene inferiore a quello di altri Paesi della stessa area geografica”. La causa è sempre il mancato rispetto delle regole nelle occasioni di ritrovo. “Questo sta comportando anche una trasmissione locale dalla popolazione più giovane a quella più fragile o anziana, soprattutto all'interno della famiglia, che si riflette anche in un maggiore impegno dei servizi ospedalieri. Si raccomanda quindi di adottare tutte le opportune precauzioni anche in ambito familiare. Nonostante tutta l’Italia stia andando molto meglio rispetto ad altri paesi europei dove il covid è molto più presente, l’arrivo dell’inverno sarà la vera prova del nove. In questa seconda ondata abbiamo fatto tesoro di quello che è avvenuto nei mesi scorsi: le Asl intervengono tempestivamente sui pazienti contagiati e sui loro contatti evitando una pericolosissima propagazione del contagio. I servizi territoriali sono stati organizzati meglio e la risposta è più veloce nella diagnosi, terapia e isolamento dei contatti. L’individuazione dei contatti dei soggetti positivi è fondamentale, ma anche la consapevolezza delle persone, che in periodi tranquilli come questo tende a scemare. 

“La situazione descritta nell’ultimo report, relativa prevalentemente ad infezioni contratte nella terza decade di agosto 2020, conferma la presenza di importanti segnali di allerta legati ad un aumento della trasmissione locale - spiegano gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità - Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni/PPAA e di essere pronti alla attivazione di ulteriori interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento”. 

Gaetano Gorgoni

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Il Ministero della Salute ci avvisa nell’ultimo report sulla pandemia che “si assiste a una accelerazione nella evoluzione dell’epidemia ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero di casi, evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese”.