Salute Sette Lecce 

Un antimalarico contro il Covid-19: sembra funzionare e si usa anche a Lecce

Il primario di Malattie Infettive Anacleto Romano conferma al telefono: “Usiamo farmaci a base di idrossiclorochina contro SARS-CoV-2, che danno buoni risultati”.

Nell’intervista al noto scrittore e infettivologo Pietro Grima lo abbiamo accennato: oggi vi spieghiamo quali sono gli effetti e se è possibile usare questo farmaco a scopo preventivo. Nella comunità scientifica non c’è unanimità sull’uso di questo farmaco per la lotta al covid-19, ma sembra che unito ad altri farmaci in molti casi stia funzionando. Per ora con l’idrossiclorochina siamo alle “impressioni preliminari”, che andranno ovviamente suffragate da studi clinici molto più approfonditi. Persino Trump è ottimista sull’efficacia di questo prodotto associato all'antibatterico azitromicina.

“L’idrossiclorochina la usiamo da sempre - spiega il primario di Infettivologia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce - Associamo questo farmaco agli antiretrovirali da subito, appena comincia la terapia. È già nei nostri protocollo contro il covid-19”. Sui risultati, che sembrano buoni, il primario non se la sente ancora di sbilanciarsi.

“Il nome commerciale è Paquenil, ad esempio - spiega l’infettivologo Pietro Grima - È un medicinale utilizzato anche per l’artrite remautoide in fase attiva e cronica e nel lupus eritematoso discoide e disseminato. Alcuni studi scientifici parlano di uso come prevenzione nella lotta al virus, come contrasto al coronavirus nelle prime fasi e come medicinale efficace associato ad altri antivirali. Quarant’anni fa utilizzavamo la clorochina contro la malaria. È complicato descrivere l’azione di questo farmaco: agisce con un’attività di interferenza. Impedisce ai recettori del virus di agganciarsi alle cellule epiteliali dei bronchi. Quindi, agiscono per interferenza. Qualcuno afferma che con questo farmaco si possa fare prevenzione, ma io non ho esperienza diretta. Noi, quando curavamo la malaria, ritenevamo questo farmaco abbastanza superato e ne usavamo altri, mai pensando che oggi sarebbe tornato così utile. Non ho un’esperienza importante sull’uso di questo farmaco, ma le riviste scientifiche più autorevoli a livello mondiale oggi ci dicono che può funzionare persino nella prevenzione”.

Nei protocolli ospedalieri per la lotta al covid-19, come potete notare nella tabella della Regione Lombardia del 23 marzo 2020, l’idrossiclorochina viene utilizzata anche quando i fattori di rischio sono lievi. Oggi ci si pone il problema di utilizzare il farmaco nella terapia domiciliare e per la prevenzione dell’infiammazione dei polmoni.

COS’È L’IDROSSICLOROCHINA

L’Idrossiclorochina è un immunomodulante, utilizzato come antireumatico e capace di ridurre la reazione infiammatoria a livello polmonare. Ora alcune ASL stanno pensando di utilizzarlo al di fuori dell’ambito ospedaliero, perché l’AIFA ha autorizzato l’uso del farmaco contro il covid-19 a discrezione del medico curante. Le prescrizioni territoriali erano possibili solo per il trattamento dell’artrite reumatoide: ora c’è stata la svolta. La distribuzione di Plaquenil ai pazienti domiciliari con la prescrizione del medico di base è possibile. Come tutti i medicinali, anche questo medicinale può causare effetti indesiderati anche seri, sebbene non tutte le persone li manifestino: i medici devono adattare dosi e somministrazione al particolare organismo di ogni paziente (è il concetto di medicina personalizzata). Anche questo farmaco diventa una nuova speranza nella guerra al nemico invisibile chiamato covid-19. Per capire se può funzionare sempre nella prevenzione delle infiammazioni ai polmoni, però, c’è ancora molta strada da fare.

Gaetano Gorgoni

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