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Quando Lecce festeggiava Sant'Irene: storia della Santa, prima patrona della città

Sant'Irene è stata patrona del capoluogo salentino fino al 1656, anno in cui il Papa attribuì il patrocinio a Sant'Oronzo.

Per molti secoli la città di Lecce ha festeggiato il 5 maggio la sua santa protettrice: Sant’Irene. La santa ha avuto il patrocinio della città fino al 1656, anno in cui papa Alessandro VII nominò come protettore un santo vescovo, sant’Oronzo, a cui era stata attribuita la prodigiosa guarigione dei salentini dalla peste.

Irene, nome che in greco antico significa “pace”, fu una giovanissima cristiana, martire per la fede. La sua vita è circondata dalla leggenda: si narra fosse figlia di un signorotto che, geloso della bellezza della pargoletta, all’età di sei anni la rinchiuse in cima ad una torre, sorvegliata da tredici servi.

Dio la istruì nel cuor suo della dottrina cristiana e San Timoteo, discepolo di San Paolo, la battezzò. Lei prese gli idoli che il genitore le aveva dato da adorare e li infranse. Il padre preso dall’ira la fece legare su un cavallo imbizzarrito per farla morire ma, miracolosamente, Irene si salvò, mentre il padre morì a causa delle conseguenze di un morso alla mano, ricevuto dallo stesso cavallo.

La giovane cristiana ottenne con le preghiere la resurrezione del padre, il quale insieme alla famiglia ed a circa tremila pagani, si convertì al cristianesimo. Il governatore Ampelio tentò di farla apostatare e, al suo rifiuto, inferocito, la fece torturare e decapitare.

Fino a qualche anno fa, Lecce onorava la festa di Sant’Irene con la “Fiera delle campanelle di terracotta”, mentre si portava in processione il busto presente al centro dell'altare-reliquiario della chiesa a lei dedicata che sorge lungo Corso Vittorio Emanuele II.

Foto tratta dalla pagina facebook "Lecce di ieri-città di oggi" di Filippo Montinari.




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