Curiosità Melendugno 

Il tunnel nascosto di Roca Vecchia: il video

Il video di Alessandro Romano

Roca - Appena entrati in quell'incantevole specchio d’acqua che i calimeresi chiamano Portuligno, subito ci attrae una cavità, sulla sinistra, che a ben guardare si vede subito come non sia naturale.

Avvicinatisi la curiosità è ancora più forte. Il tunnel si presenta lunghissimo, perfettamente scavato, e all’ingresso molto basso; per proseguire bisogna camminare quasi a quattro zampe, fino ad una apertura, che si apre di nuovo al cielo.

Da qui in poi, il tunnel continua, la luce si affievolisce, anche se si vedono altri fori sopra al soffitto. La lunghezza appare smisurata, centinaia di metri. Ed a questo nuovo tunnel si accede da un vano che una volta doveva essere sbarrato, visto che si intravedono i cardini di un grosso portone.

Nel tunnel è buio pesto. Sorprende la precisione con cui è stato scavato. A quando risale? Non ho trovato ancora fonti. E di tracce all’interno della cavità, solo un graffito. Forse un lavoro d’epoca fascista?

L’unica traccia che ho trovato è un racconto che si tramanda oralmente fra gli anziani, e dice che questo passaggio collega il cosiddetto castello di Acquarica di Lecce, costruito da Giangiacomo dell’Acaya, con Roca. Non resta che scoprirlo!

Dall’imboccatura della grotta alla spiaggetta all’interno del tunnel, sono circa 80 metri. Poi, inizia il resto della galleria, che comincia lentamente a stringersi. L’acqua supera le caviglie, e appare pulita, non c’è traccia di odori, quindi non si tratta di liquami di scolo.

Questo tunnel, come ambiente, mi ricorda l’acquedotto del Triglio, a Statte, che in epoca romana giungeva fino a Taranto, dopo i suoi primi chilometri sotterranei.

Ad intervalli irregolari, sul soffitto si aprono dei pozzi, che evidentemente collegavano con l’esterno, ma che sono quasi tutti murati, anche se un raggio di luce riesce sempre a penetrare.

Grazie al mio faro ed a questi bagliori, dopo aver percorso altri cento metri, ancora non si intravede minimamente la fine dello scavo… purtroppo sono giunto davanti ad una piccola colonia (almeno, quella che si vedeva) di pipistrelli. Sapevo che non si possono disturbare, e poi, infastiditi dal mio faretto, andavano su e giù verso di me, per poi tornare indietro, e non sapendo se volessero attaccarmi sono tornato indietro. Sono riuscito però a realizzare il seguente filmato.

Alessandro Romano

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