Curiosità Lecce 

Sofferente e in amnesia: anziana ritrova il sorriso cantando con il medico

Il pezzo dei New Trolls canticchiato per caso diventa un mezzo per alleggerire un momento difficile: il racconto del dottore Antonio Marzo.  Un'anziana con febbre e amnesia in un Pronto Soccorso...

Il pezzo dei New Trolls canticchiato per caso diventa un mezzo per alleggerire un momento difficile: il racconto del dottore Antonio Marzo.  Un'anziana con febbre e amnesia in un Pronto Soccorso e quel momento speciale in cui ritrova un briciolo di serenità e di dolcezza cantando una vecchia canzone dei New Trolls con il dottore che la sta assistendo. E' accaduto a Copertino e il medico che si improvvisa “cantante” è Antonio Marzo che racconta l'esperienza (il video): “È notte, abbiamo già fatto 4 ricoveri, manca l'ultimo. È di una signora con febbre, disidrata, in anamnesi decadimento cognitivo con amnesia. "Non ricorda neppure come mi chiamo" sussurra la figlia con sguardo dispiaciuto all'arrivo in ospedale. La teniamo in osservazione prima che salga su in reparto. Per fortuna c'è il posto disponibile. Osserva l'ambiente silenzioso, illuminato, senza proferire parola o lamento. Tende ad addormentarsi ma crudelmente la risvegliamo per controllarne la vigilanza. Sorride. Non sa a chi, ma sorride. Percorro il lungo corridoio del reparto e involontariamente comincio ad intonare a voce alta il ritornello di una canzone degli anni '80 , di cui non conoscevo neppure il titolo. Una , due volte sempre lo stesso. "La signora ha intonato la canzone che cantavi tu poco fa" mi riferisce Stefania, attenta osservatrice. "Non ci credo" rispondo incredulo. Per verificare, mi reco nell'ambulatorio e con la scusa di lavarmi le mani, ricanto con voce sommessa il ritornello. L'incredulità si trasforma in realtà, gioia, speranza, passione, convinzione che la medicina non è solamente diagnosi e terapia, ma è tanto altro, che va oltre la fredda comunicazione di diagnosi, di terapia, di ricovero, di guarigione, di morte. Mi avvicino, mi riguarda con sospetto. La invito a cantare. Accetta. Lo facciamo insieme, è contenta. La salutiamo mentre lascia il nostro reparto e con un piccolo gesto di saluto ci risponde, riempiendoci di tanta gratificazione. Sono bastati pochi istanti, un atto terapeutico diverso , usato offlabel, per rendere migliore la permanenza in ospedale. Le abbiamo dato l'opportunità di ritrovare e magari ringiovanire per un istante la sua memoria , ormai logorata dall'età , e di riportarla a quei tempi che,forse , hanno segnato un bel ricordo nella sua vita. " Non so più' se mi manca di più quella carezza della sera o quella voglia di avventura voglia di andare via di la'" Cantava. Sono andato alla ricerca del titolo. Sarà stato un caso ma il titolo della canzone era " La carezza della sera".

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