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Yeast Stories: la Puglia come non lo avete mai vista

Ben 54 storie di uomini-lievito protagonisti della biodiversità e dell’enogastronomia della regione confluiscono anche nello Yeast Photo Festival, in programma per tutta l’estate a Matino.

Con l’inaugurazione di un’installazione artistica nel Museo Castromediano di Lecce, lo scorso 28 giugno, e la realizzazione di un volume fotografico d’autore entra nel vivo Yeast Stories, il progetto di visual storytelling che durante il corso dell’anno ha raccontato il buono della Puglia puntando l’obiettivo su una selezione di personaggi protagonisti della biodiversità, dell’hospitality e dell’e(t)nogastronomia locali. L’iniziativa ha riscosso un successo superiore alle aspettative iniziali su scala regionale tanto che il vasto materiale video-fotografico raccolto e condiviso online nei mesi passati confluirà nella prima edizione dello Yeast Photo Festival, in programma a Matino dal 22 luglio al 18 settembre, oltre ad essere in parte proiettato in oltre 50 tra musei e biblioteche pugliesi.

Yeast Stories - dall’inglese “lievito” - è un progetto nato nel 2021 con il supporto della Banca Popolare Pugliese, che, tramite il linguaggio fotografico e quello audiovisivo, grazie a un team assortito composto dal duo di fotografi Flavio & Frank e dal videomaker Gabriele Surdo, narra di un viaggio nella soleggiata Puglia attraverso uno dei suoi tratti identitari: l’enogastronomia. Intesa principalmente come valorizzazione e trasformazione dei prodotti della terra, essa viene raccontata direttamente dai custodi di questo sapere: le “persone-lievito”, chiamate così perché creative, generative, tutori ribelli e attenti che sprigionano un’energia visionaria concretamente connessa alla terra, all’etica del lavoro e al rispetto per la natura.

Gli ideatori di Yeast hanno selezionato 54 profili tra contadini, raccoglitori, allevatori, panettieri, cuochi, produttori di formaggi e di vino, albergatori. In generale uomini e donne accomunati dai valori del sacrificio e dell’amore per la propria terra e che, dal Gargano a Leuca, hanno accompagnato gli spettatori in un racconto di biodiversità agraria, ma anche umana, attraverso pillole video. A partire dallo scorso settembre, inoltre, i ritratti fotografici dei protagonisti sono stati regolarmente pubblicati un po’ alla volta sul sito e sulla pagina Instagram di Yeast Stories per la condivisione con il grande pubblico.

Dopo essere iniziato online, il viaggio agro-umanitario di Yeast attraverso una Puglia in fermento termina dunque offline, nel Museo Castromediano di Lecce, con una speciale installazione artistica visitabile gratuitamente. “Siamo felici di portare questo progetto, nato nel mondo virtuale, nello spazio fisico, tramite il linguaggio che fin dal principio ha contraddistinto Yeast: quello visivo e artistico. Ringraziamo Studio Valari per aver studiato un’opera che rappresentasse il concetto di biodiversità, fulcro dell’iniziativa, aiutandoci a raccontare in modo innovativo e contemporaneo le innumerevoli sfaccettature della nostra amata Puglia”, dichiara Francesca Pagano, responsabile organizzazione e produzione di Yeast.

L’opera sviluppata da Studio Valari ritrae la Human Biodiversity attraverso un pezzo di arredamento semplice, universale e, al contempo, molto personale e intimo: la sedia. Si tratta nel dettaglio di una collezione di sedie provenienti dai luoghi dei protagonisti di Yeast Stories proprio per raccontare, come i loro ritratti, una miriade di diversità. Raccolte intorno a un tavolo circolare in metallo, prodotto e allestito da Officine Tamborrino di Ostuni, le sedie ricreano uno spazio di convivialità, intesa sia come profonda espressione della tradizione locale che come valore che anima gli uomini-lievito, attivi individualmente per il bene comune della Puglia, rappresentata dal cumulo di terra rossa al centro del tavolo.

Per tutti coloro che non riusciranno a raggiungere il “tacco dello Stivale” durante la bella stagione Yeast Stories diventa anche un volume fotografico con i profili degli uomini e delle donne “lievito”, acquistabile sul sito del progetto. Un vero e proprio libro d’autore caratterizzato dalla prefazione a cura di Franco Arminio, poeta, scrittore e regista campano che ama definirsi «paesologo», a significare l’amore incondizionato che, come per i protagonisti di Yeast, lo lega al Sud e ai suoi “paesini” con un forte interesse alla loro tutela in una prospettiva rivolta al futuro.

A dare la “benedizione” a Yeast è stato il direttore del Museo provinciale Castromediano Gigi De Luca, in veste di padrone di casa. “Cinquanta musei in tutta la Puglia faranno da eco a questo progetto perché questo è un progetto che parla della Puglia e dei suoi valori, della capacità di innovarsi restando al Sud”.

“La Puglia ha voglia di crescere. E questa è una bella opportunità”, ha aggiunto la consigliera provinciale Paola Povero.

“M piace – ha sottolineato l’assessore alla Cultura del Comune di Lecce, Fabiana Cicirillo - la parola Yeast, intesa come lievito, l’innovazione, la capacità di avere un nuovo sguardo verso attività che hanno in comune una tradizione”.

“Ci siamo rivisti nelle immagini. E ci siamo piaciuti - ha affermato il consigliere regionale Donato Metallo - Grazie a Yeast abbiamo scorto angoli visuali che non vediamo più e abbiamo rimesso al centro quelle storie che indicano un cammino collettivo che spesso noi smarriamo. È un Sud che deve ripensarsi in questo modo”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Banca Popolare Pugliese Vito Antonio Primiceri che ha sottolineato l’importanza di avere attenzioni verso un turista più qualificato, ”colui il quale lascia traccia del suo passaggio. E torna convintamente a trovarci”.

“Yeast – ha spiegato il regista e filmaker Gabriele Surdo, corpo e anima del progetto assieme ai fotografi Flavio & Frank - è un brand che deve viaggiare. Grazie a questo progetto stiamo riscoprendo questa terra. Abbiamo scoperto il significato autentico di tradizione dai tanti personaggi con cui siamo entrati in contatto”. Tradizione non è altro che il “trasporto di informazione”. “Per un ventennio abbiamo perso un flusso cognitivo, di sapere che ora è necessario recuperare. Un futuro alternativo esiste. Ed è quello legato al green, alla biodiversità, anche umana”.

L’architetta Federica Russo si è soffermata, invece, sull’installazione che fa bella mostra di sé all’ingresso del Museo Castromediano di Lecce: “La terra ci ricorda quello che sta al centro delle storie. È un ritorno al territorio”.

Al vernissage di ieri del progetto era presente anche la direttrice artistica e curatrice tedesca Edda Farhenorst. Tra le molteplici declinazioni di Yeast c’è anche la prima edizione dello Yeast Photo Festival, che si terrà dal 22 luglio al 18 settembre nel borgo salentino di Matino. Nato in collaborazione con l’associazione culturale ONTHEMOVE, l’evento metterà in esposizione la fervida collezione di contenuti realizzati per Yeast oltre che le esposizioni selezionate dalla Fahrenhorst.

“L’obiettivo di Yeast Photo Festival – ha spiegato la direttrice Veronica Nicolardi – è quello di rendere comprensibile il linguaggio della fotografia a tutti, facendo sentire parte di una comunità. È per questo che abbiamo deciso di parte dal territorio e, in particolare, dallo splendido centro storico di Matino”.

Durante i mesi estivi, inoltre, per iniziativa di Luigi De Luca, direttore del Museo Castromediano di Lecce e coordinatore dei poli biblio-museali della Regione Puglia, 50 istituzioni, tra musei aderenti alle reti AltApulia e del Salento e biblioteche del sistema bibliotecario nazionale, proietteranno in loop un'installazione video a tema Yeast.



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