Cultura Parabita 

Un “palo arcobaleno” a Parabita per “accendere i diritti”

“Accendiamo i diritti” è il titolo dato alla giornata del 25 giugno dall’amministrazione comunale di Parabita: in occasione del mese del Pride

“Accendiamo i diritti” è il titolo dato alla giornata del 25 giugno dall’amministrazione comunale di Parabita: in occasione del mese del Pride, infatti, in Largo della Costituzione, insieme al sindaco Stefano Prete e al consigliere regionale Donato Metallo, promotore del disegno di legge regionale contro l’omobitransfobia, è stato inaugurato il “palo arcobaleno”.

Largo della Costituzione è uno degli spazi restituiti alla fruizione del pubblico, attraverso un’operazione di riqualificazione dopo anni di abbandono e accoglierà di volta in volta iniziative per trattare i principi fondanti la Carta Costituzionale. “Questi pali – spiega il sindaco - parleranno di volta in volta di diritti, di lotte e di ferite aperte della nostra società”.

Con “accendiamo i diritti” e il palo arcobaleno il tema affrontato è quello della discriminazione di genere. La necessità di una Legge Regionale, che riprenda il disegno di legge del compianto Toto Negro, si rende sempre più necessaria.

“Abbiamo chiesto a tutte le associazioni presenti a quel tavolo – ha spiegato il consigliere regionale Metallo - una condivisione di quella legge e di aggiornarla”. Lo stesso consigliere ha infatti condiviso la proposta di legge con tutte le parti politiche chiamate in causa chiedendo loro di firmare il disegno di legge e di “parteggiare”.

Soledad Lorraine Vera, attivista e madrina di Proud (iniziativa dell’associazione culturale La Scatina patrocinata dal Comune di Parabita), pur non potendo prendere parte all’iniziativa, ha voluto dedicare alcune parole sull’argomento tramite una lettera. A prendere il suo posto e leggere il messaggio è stata la madre che ha aggiunto al tutto un grande valore, rimarcando quanto il sostegno della famiglia sia necessario nei confronti di chi è vittima di discriminazione di genere e per il proprio orientamento sessuale.

“Tutto ciò che è diverso sembra far paura. Non a Parabita però, dove l’adesione, anche di quelle persone non direttamente coinvolte nelle tematiche LGBTQ+ è stata forte. Perché l’unica via possibile è il sostegno reciproco, quel sostegno che serve a fare in modo che chiunque, in una comunità degna di essere definita civile, si senta tutelato e protetto, in primis dalla stessa Comunità, poi dallo Stato e soprattutto dalle proprie famiglie, che non sempre è il rifugio che dovrebbe essere”. 

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