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Galatone, il restauro riporta agli antichi splendori la chiesetta di San Giuseppe

Un gioiello che riprende “vita” grazie all’intervento curato da Francesco Danieli, storico, iconologo e artista, finanziato dai proprietari eredi Caputo, i coniugi Vito e Mariagrazia Baglivo

Torna agli antichi splendori la chiesetta di San Giuseppe in contrada Spisàri, a Galatone. Un luogo di culto molto caro agli abitanti della zona, che negli ultimi anni mostrava gli acciacchi del suo secolo di vita.

La Cappella fu eretta dalla famiglia di Vito Caputo fu Francesco nel 1925. La coppia non avendo figli adottò il nipote Caputo Francesco al quale donò, successivamente la sua eredità.

La Famiglia era molto religiosa ed osservante ed annoverava tra i suoi parenti prossimi ben due prelati. In particolare era particolarmente devota di San Giuseppe, se non altro per essere, anche Vito Caputo, un padre putativo. Per assicurarsi la presenza del sacerdote e la celebrazione della messa domenicale nel periodo estivo, Vito Caputo effettuò un lascito al Capitolo di Galatone ed alla Diocesi di Nardò consistente in un fondo rustico ed in olio annuale per l'accensione delle lampade. 



Nella cappella, in testa all’altare centrale, in una nicchia, era stata effigiata una tela raffigurante San Giuseppe realizzata, quasi sicuramente, da un pittore locale. Questa, assieme ai candelieri, alla croce, alle ampolle dell’offertorio ed altri paramenti furono rubati nell’inverno tra il 1989 ed il 1990. La data è imprecisata per il fatto che il furto fu scoperto solo in occasione di una visita alla chiesa in quanto le porte, sebbene forzate erano state diligentemente accostate per farle apparire chiuse.

Le tele furono sostituite, nello stesso anno, con delle stampe di grandi dimensioni che raffiguravano le stesse immagini sacre e furono posizionate negli stessi posti, in modo da restituire sufficiente decoro alla chiesa e, durante l’estate, riprendere la celebrazione domenicale.

Un secondo furto avvenne nell’inverno del 1995 quando, dal campanile, fu rubata la campana in bronzo. Anche questa fu sostituita con una nuova, ordinata ed acquistata presso la Fonderia Capanni in Castelnuovo ne’ Monti per farla risuonare nell'imminente periodo estivo prima delle celebrazioni estive.

Il restauro, curato dall'impresa edile Mesciu Cicciu di Francesco Danieli è stato finanziato dai proprietari, eredi Caputo, i coniugi Vito e Mariagrazia Baglivo. Francesco Danieli, che è storico, iconologo e artista a tutto tondo, per rimediare alla mancanza della sacra immagine sull'altare, ha donato un nuovo dipinto realizzato da lui stesso ad olio su tavola, raffigurante il Sogno di Giuseppe.

Un'opera originale e densa di rimandi teologici e allegorici: la passione di Cristo, prefigurata dagli attrezzi del falegname di Nazareth, attualizzata nell'era del Covid grazie alla presenza, tra di essi, di una mascherina FFP2. Nel rispetto delle norme anti contagio, la chiesetta sarà visitabile in forma personale durante tutta la giornata del 19 marzo, festa di San Giuseppe, in attesa di una inaugurazione ufficiale in tempi migliori

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