Cultura Parabita 

A cent’anni dall’eccidio, Parabita ricorda il sacrificio di chi lottò per la dignità del lavoro

A cento anni dal drammatico avvenimento, passato alla storia come “Eccidio di Parabita”, l’amministrazione Comunale istituisce “Largo 23 giugno 1920”, proprio nel luogo teatro di quegli avvenimenti

Comunale istituisce “Largo 23 giugno 1920”, proprio nel luogo teatro di quegli avvenimenti

Cent’anni dopo, Parabita non dimentica i fatti del 23 giugno 1920, quando alle 6 del mattino, circa 400 contadini videro tradite le promesse di assegnazione delle terre incolte da parte di uno Stato che li aveva beffati e che proprio nel biennio ’19-’20 si dimostrava insensibile alle problematiche di una classe agricola e operaia che iniziò a contestare il sistema politico economico.

Scesero uniti in Piazza Coltura, oggi piazza Regina del Cielo, per ribellarsi al decreto sulla riduzione dei salari. I carabinieri cominciarono a caricare violentemente i manifestanti, che si difesero lanciando dei sassi. Successivamente le forze dell'ordine, aizzate dai proprietari terrieri, aprirono il fuoco ad altezza uomo colpendo quattro concittadini, ovvero Rosaria Ciccardi, Luigi Carlucci, Pantaleo Stanca, Pasquale Giannelli.

«Si tratta di un fatto di sangue. Di sangue versato per rivendicare condizioni di lavoro più umane. Si tratta di una storia parabitana. Bastano queste tre brevi considerazioni – afferma il sindaco Stefano Prete - per ritenere obbligatorio e necessario rendere perenne il ricordo dell’eccidio di Parabita del 23 giugno 1920. Oggi si compie un gesto collettivo di riverenza verso centinaia di parabitane e parabitani che ebbero l’ardire di ribellarsi e rivendicare una condizioni di vita più dignitosa. Un atto di coraggio che portò al sacrificio di Rosaria Ciccardi, Luigi Carlucci, Pantaleo Stanca, Pasquale Giannelli. Alla loro memoria ed a quella di quanti manifestarono in quel giugno di 100 anni fa dedichiamo questo importante luogo della Città di Parabita. Un luogo che ci auguriamo sappia “parlare” ai giovani ed ai meno giovani, per raccontare per sempre una storia di Dignità e di Fierezza».

A cento anni dal drammatico avvenimento, passato alla storia come “Eccidio di Parabita”, l’amministrazione Comunale istituisce “Largo 23 giugno 1920 (Eccidio di Parabita)”, proprio nel luogo teatro di quegli avvenimenti (nei pressi di Piazza Regina del Cielo). Lo farà con una cerimonia (in programma alle ore 19.00 di martedì 23 giugno 2020, presso l’ingresso di destra del parco comunale “Aldo Moro”) in cui, alla scopertura della targa toponomastica, seguirà un momento di riflessione storica sull’eccidio.

All’intervento introduttivo del sindaco di Parabita, Stefano Prete faranno seguito i saluti del presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva. Le riflessioni storiche saranno curate dallo studioso del movimento operaio, Remigio Morelli e dallo storico parabitano, Aldo D’Antico. Sarà, poi, la volta della riflessione dell’attivista e musicista, Nandu Popu e del contributo musicale del cantautore, Dario Muci. Modera l’evento Francesca Seclì, Presidente dell’Associazione culturale “La Scatina”. “Parabitalife.com” curerà la diretta sulla sua pagina Facebook.

L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione comunale di Parabita, in collaborazione con il Centro di Cultura “Il Laboratorio” e, le Associazioni Culturali “Barrio” e “La Scatina”. Da lungo tempo, grazie all’incessante impegno del locale Partito di Rifondazione Comunista, si sono succedute numerose occasioni di riflessione socio-economica e di approfondimento storico sulle sanguinose vicende del 23 giugno 1920. Da questo movimento è scaturito un sempre più vasto interesse del territorio che ha portato alla pubblicazione di ricostruzioni storiche di particolare pregio ed interesse (su tutte, “L’eccidio di Parabita” di Giuseppe Tornesello, edizioni “Bibliotheca Minima”, 1997). 

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