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Intesa tra Regione e Arcidiocesi: il museo Castromediano entra in LecceEcclesiae

L’assessore Loredana Capone e l’arcivescovo Michele Seccia hanno sottoscritto l’accordo che prevede la valorizzazione dei beni e la promozione della conoscenza delle opere d’arte sacra

Firmato questa mattina, nella sede del Vescovato di Lecce, dall’assessore regionale Loredana Capone e l’arcivescovo monsignor Michele Seccia, l’accordo tra Regione Puglia e Arcidiocesi di Lecce che, attraverso il Polo Biblio museale - Museo Castromediano e il Museo diocesano, avvieranno un sistema integrato di valorizzazione e gestione del patrimonio artistico culturale assicurandone le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica.

L’adesione del Castromediano al progetto “LecceEcclesiae - alla scoperta del Barocco”, affidato alla Cooperativa Sociale Artwork, completerà il percorso attivato dalla Diocesi, che da Piazza Duomo e il Museo Diocesano di Arte Sacra (MuDAS) comprende per ora la basilica di Santa Croce e le chiese di Santa Chiara e di San Matteo, con l’obiettivo di rendere fruibile parte del patrimonio storico artistico della città di Lecce garantendo da una parte la costante accessibilità e la cura e la manutenzione dei beni storico artistici, dall’altra facendo del patrimonio ecclesiastico un’occasione di crescita sociale ed economica.

Ancora un passo avanti, quindi, nella realizzazione di un sistema unificato di gestione del patrimonio culturale e artistico della città che, con una programmazione coordinata di iniziative e attività, punta a un’offerta turistica più attenta e ricca di contenuti culturali e a una migliore offerta educativa e formativa rivolta alle scuole, sia sul piano dei progetti didattici che sul piano dei progetti di ricerca scientifica e culturali.

«La firma dell’accordo con la Curia e Artwork – ha detto l’assessore regionale Loredana Capone - completa un percorso che la Regione Puglia ha voluto promuovere nella città di Lecce con l’intento di costruire una rete sperimentale tra istituzioni e beni. Fino a poco tempo fa i beni ecclesiastici non potevano nemmeno beneficiare di risorse europee per il restauro perché privati. Eppure il patrimonio ecclesiastico è a tutti gli effetti patrimonio pubblico, così abbiamo chiesto alla Commissione europea la modifica del regolamento e abbiamo fatto un bando da 20 milioni che ne consentisse il restauro a patto che ci fosse anche un progetto di fruizione».

L’accordo, della durata di cinque anni, prevede da un lato la valorizzazione dei beni e dall’altro la promozione della conoscenza delle opere d’arte sacra, perlopiù sconosciute, custodite nelle chiese e nei musei: dipinti, sculture ma anche paramenti sacri, argenti, organi. Sarà attivato, inoltre, un sistema di prestiti temporanei, di opere e suppellettili di proprietà dei sottoscrittori, per favorire attività espositive che focalizzino l’attenzione su temi e aspetti di grande interesse per la storia artistica e religiosa della città di Lecce e del Salento.

«La firma di questo protocollo d'intesa tra la Regione Puglia e l'Arcidiocesi di Lecce – ha concluso monsignor Michele Seccia - è un ulteriore segno del proficuo rapporto di collaborazione, tra la Chiesa e l'istituzione regionale, ciascuna per le proprie competenze. Una città a forte vocazione turistica come Lecce non può permettersi di non rendere pienamente fruibili i propri gioielli d'arte e di storia. Per questo ho sostenuto sin dall’inizio il progetto “LeccEcclesia – alla scoperta del Barocco” presentato quest’anno alla Bit di Milano, insieme alla Cooperativa Artwork, proprio nello stand della Regione Puglia. Dopo una sola stagione turistica i risultati ottenuti sono stati straordinari. E oggi siamo pronti a compiere questo ulteriore passo. Il Museo Castromediano entrerà nel circuito di LeccEcclesiae e ci entrerà in rete con il Museo diocesano».

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