Cronaca Sanità Lecce 

Criticità dei Pronto Soccorso, lettera aperta del presidente dell'Ordine dei Medici di Lecce

E' rivolta alle autorità sanitarie e pone alcuni quesiti relativi alla insostenibile situazione dei Pronto Soccorso, anche alla luce della tavola rotonda di recente organizzata dallo stesso ordine professionale.

Donato De Giorgi, presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Lecce, ha inviato una lettera aperta alle autorità sanitarie ponendo alcuni quesiti relativi alla insostenibile situazione dei Pronto Soccorso della Provincia di Lecce, anche alla luce della tavola rotonda recentemente organizzata in merito dallo stesso ordine professionale:

''L'assoluta criticità e le enormi difficoltà che vivono i Colleghi nei P.S. dei P.O. della Provincia di Lecce (purtroppo analoghe in tutto il territorio nazionale) ha spinto di recente questo OMCeO di Lecce ad organizzare una riunione che ha avuto un importante e rilevante riscontro.

Alla luce di quanto si è esposto e stabilito, di ciò che abbiamo ricevuto, si pregano le SSVV di dare un’immediata risposta alle seguenti questioni, che hanno come fini unici quello di garantire adeguate risposte di salute ai Cittadini e quello di promuovere e difendere la dignità e la professionalità dei Medici dell'Urgenza, in un rapporto positivo di rinnovata fiducia.

- Quali iniziative si intende intraprendere per evitare l'utilizzo improprio del P.S.?
- E' possibile iniziare da subito ad utilizzare i Medici di C.A. come nelle future strutture territoriali (Case di Comunità) per gestire i codici meno impegnativi (bianchi, verdi)?
- Si può evitare l'inarrestabile riduzione dei Medici di P.S. considerando che ciò avviene soprattutto per un diniego delle prospettive professionali, dei percorsi di formazione, della sicurezza, dei riconoscimenti economici e sociali? Quali iniziative si intende intraprendere?
- Come ritenete di salvaguardare la SICUREZZA dei Colleghi nei P.S. (lavoro USURANTE, spesso effettuato in spregio alla normativa vigente per turni, riposi, straordinario, maternità, ferie, ecc.)?
- Cosa si intende fare concretamente per evitare le quotidiane aggressioni, violenze; per dare una risposta immediata alla conflittualità dell'utenza ormai stanca e senza adeguate risposte?
- Cosa si intende fare per evitare che ogni aspetto conflittuale si trasformi in un atto di “rivalsa” legale o mediatica (con tutte le conseguenze che ciò comporta per i Medici)?
- Quando si ritiene di “cambiare ritmo” nel percorso sanitario e fornire la possibilità di un numero di posti letto più adeguato (soprattutto nelle U.O. internistiche), dopo i tragici tagli degli anni passati?
- Come si pensa di affrontare il sovraccarico di afferenza al P.S. di Lecce dalle strutture periferiche?
- Quanto si pensa che possa adeguatamente essere utilizzato un DEA di 2° livello, senza aver dato alcuna indicazione per i DEA di 1° livello?
- Come si intende regolamentare l'utilizzo delle OBI, che al momento rappresentano solo un aggravio lavorativo insopportabile per i Colleghi del P.S.?
- Per i Dirigenti Regionali: come intervenire per programmare il numero di accessi alla scuola di specializzazione in MCUPS, così che i Medici di P.S. abbiano adeguata formazione?

Ringraziamo da subito l'impegno e la risposta sollecita e apprezzata dell'Assessore che ha dato seguito a quanto avevamo chiesto: rinnovare per i Medici in formazione (CFSMMG) la possibilità di lavorare in P.S. con contratto di continuità assistenziale.

Riteniamo che le ultime indicazioni fornite dal Servizio SGAT, RICU, SSR, dalla Direzione del Dipartimento e dall'Assessore sull'utilizzo dei Dirigenti Medici di tutte le UU.OO. per coprire le carenze di organico nei P.S., ovviamente dettate da una criticità che la situazione rende sempre più drammatica, interagiscano però con la normativa vigente (“illegittimo l'impiego di dirigenti medici in branche specialistiche tra loro non equipollenti”).

E' infatti decisivo per la qualità della prestazione sanitaria che siano sempre rispettati i termini di dignità, di decoro, di formazione, di sicurezza, di quantità dei Colleghi utilizzati, che prossimi al burnout sono spesso propensi a sospendere definitivamente le prestazioni erogate sin qui, con grandissimo senso di responsabilità e professionalità''.



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