Cronaca Lecce 

Procedura di ''comando'', sentenza del Tribunale del Lavoro di Lecce

Accolte le tesi dell’Asl Lecce, difesa dall’Avv. Maria Cristina Basurto. Respinto il ricorso presentato da una dipendente a tempo determinato per l'immissione in ruolo rivolta al personale sanitario.

Il Tribunale di Lecce- Sezione Lavoro ha respinto il ricorso in via d’urgenza (ex art. 700 del Codice di procedura civile) proposto avverso per l’accertamento del diritto della ricorrente al riconoscimento in suo favore della procedura di “comando” richiesta alla ASL Lecce.

Il Tribunale di Lecce, aderendo alle tesi dell’Asl Lecce, difesa dall’Avv. Maria Cristina Basurto, ha respinto il ricorso presentato, ritenendo corretto l’operato dell’Amministrazione sanitaria.

In particolare, secondo il Giudice del Lavoro, il comando è “un istituto di carattere eccezionale, non obbligatorio ma facoltativo (come si evince chiaramente dal termine “può” utilizzato da entrambe le norme innanzi citate) sia per l’amministrazione interessata (che deve avere un interesse in tal senso), sia del lavoratore (il cui consenso è necessario).

In via generale, il comando del dipendente pubblico si differenzia dal distacco del dipendente privato per la natura provvedimentale dell'atto che dispone il comando, adottato dal soggetto nella cui organizzazione il dipendente viene inserito, e non dal suo originario datore di lavoro, per cui, diversamente dal distacco, il comando non realizza un interesse del datore di lavoro ma dell'Amministrazione che lo dispone, e non costituisce un atto organizzativo riconducibile al datore di lavoro”.

Pertanto, stante la natura eccezionale dell’istituto, la decisione dell’Asl di non effettuare il comando – motivata sul fatto che questo non realizzasse un proprio interesse – non è sindacabile, potendo all’opposto essere sindacato la decisione che giustifichi il ricorso a tale strumento. Né, come rilevato dall’Avv. Basurto, i pareri favorevoli rilasciati alla richiesta della ricorrente possono ritenersi vincolanti per l’Azienda sanitaria.

La pronuncia riveste importanza, al di là del caso specifico, poiché chiarisce la natura dell’istituto del comando, come questo strumento può essere legittimamente applicato, e l’ampiezza del sindacato del Giudice sui provvedimenti.


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