Cronaca Politica 

Locale ex “Wind surf” a San Cataldo, Scorrano: «Dubbi e perplessità sulla demolizione»

Il consigliere di opposizione fa il punto sulla demolizione del locale “ex Windsurf” nella marina di San Cataldo, mentre Mola (Civica) plaude all'iniziativa del Comune.

«Oggi, in Commissione X di Controllo, presieduta dal Consigliere Pala, si è discusso della demolizione del locale “ex Windsurf” sito a San Cataldo - dichiara Gianpaolo Scorrano, del gruppo Apb Sindaco - Alla presenza dell’assessore e del Dirigente all’urbanistica, oltre che di una funzionaria del settore LLPP, è stato riferito all’Aula, anche con un certo entusiasmo, che a breve si procederà alla demolizione del fabbricato de quo, il cui costo da computo metrico redatto dall’amministrazione appaltante si aggira intorno a circa € 90.000,00 (diconsi euro NOVANTAMILA).

Nonostante i vari tentativi di silenziare il sottoscritto da parte della maggioranza, ho potuto esporre non senza difficoltà una serie di dubbi e perplessità che, da tecnico prima ancora che da Consigliere, hanno attirato la mia attenzione e, più precisamente:

- è giusto che sia soltanto il Comune di Lecce a sobbarcarsi gli oneri di demolizione, dal momento che lo stabile in esame ricade in parte anche sul territorio del limitrofo Comune di Vernole?  Non sarebbe più corretto, per non dire doveroso, che ambedue i Comuni interessati partecipassero pro quota (in percentuale alla superficie ricadente sul proprio territorio) al pagamento dei sopra citati oneri?

- è opportuno, o meno, visto anche il notevole importo, che l’amministrazione appaltante (Comune di Lecce) non intenda in alcun modo procedere con un bando di evidenza pubblica (offerta economica più vantaggiosa) bensì con affidamento diretto?

- qual è la logica ed il senso di prevedere i suddetti lavori di demolizione nel mese di Luglio, in piena stagione estiva?

- e, ancora, com’è possibile che il Nucleo di Vigilanza Edilizia dello stesso Comune sia riuscito a demolire negli ultimi anni immobili abusivi di privati cittadini con importi notevolmente inferiori (ben oltre il 50%) a quelli previsti nel caso che ci occupa?  

L’assessore, per cercare di rispondere alle incalzanti domande dello scrivente, si è trincerata dietro una fantomatica urgenza legata alla pericolosità del fabbricato, salvo poi essere smentita dal suo stesso Dirigente che ha precisato che l’immobile è stato già messo in sicurezza dallo stesso Comune.
E non poteva essere altrimenti perché, diversamente, ci sarebbe davvero, e da anni, un gravissimo pericolo per la pubblica e privata incolumità.

Ancora una volta l’amministrazione del cosiddetto cambiamento ha perso l’occasione per fare esercizio di quella trasparenza tanto sbandierata in campagna elettorale.

I cittadini leccesi devono sapere in che maniera vengono spesi i loro soldi (senza bando che consentirebbe certamente di risparmiare oltre che fare partecipare tutte le imprese locali) in un periodo in cui tutti (tranne i nostri amministratori che invece si sono alzati gli stipendi) vengono chiamati a fare enormi sacrifici con la tassazione cittadina ai massimi storici».

Intanto, a fare da contraltare arrivano le dichiarazioni di Ernesto Mola (Civica) che in una nota afferma: “Finalmente uno degli ecomostri di San Cataldo sarà demolito e al suo posto sorgerà un chiosco attivo, al servizio dei bagnanti. Chi come me frequenta San Cataldo dalla sua infanzia vede come una liberazione l’abbattimento dell’ex-Windsurf, così come la riedificazione dell’hotel Bellavista. San Cataldo merita di essere una località turistica degna di questo nome. Non capisco la posizione contraria della minoranza. Finalmente il Comune di Lecce ha ottenuto il finanziamento per demolire un fabbricato fatiscente e intende farlo al più presto, e la minoranza in commissione protesta contro l’affidamento diretto dei lavori che consentiranno di vedere abbattuto quell’obbrobrio entro l’estate. Essere contrari a prescindere non fa il bene della città".


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