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Damato (OSAPP): L'inferno delle carceri pugliesi

Il Segretario Regionale dell'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria denuncia le gravi carenze di organico che comportano turni massacranti.

Il Segretario Regionale Puglia dell'OSAPP,  Ruggiero Damato, torna a denunciare la situazione drammatica che vivono donne e uomini della Polizia Penitenziaria pugliese e non passa settimana senza assistere al pensionamento di decine di unità, meritato e voluto vista la situazione (scappano) che assottiglia ancor di più l'inadeguata pianta organica pugliese che ormai sfiora le 700/800 unità in meno dalla scellerata “Legge Madia” attraverso il Decreto legislativo n. 95/2017 che di fatto taglia circa 7000 unità per la Polizia Penitenziaria, per cui le sbandierate assunzioni non coprono neanche i pensionamenti già avvenuti negli ultimi tre anni.

Ormai gli accordi sindacali e l'Accordo Nazionale Quadro sono diventata “carta straccia” in quanto si assiste a turni che vanno dalle 8 alle 12 ore consecutive nei reparti detentivi, e alle 12/15 ore di servizio nei Nuclei Traduzioni, con un età media del personale operante che varia fra i 52 e 55 anni di età e con 32/35 anni di servizio, con un accumulo di congedo ordinario che varia fra i 120/180 giorni di congedo degli anni passati, e tutto questo si ritorce negativamente sulla qualità della vita lavorata e della sicurezza degli Istituti, e di riflesso di quella  pubblica, ricordando a noi stessi, le continue aggressioni nei confronti delle poliziotte e dei poliziotti ormai diventate quotidiane, con i vari disordini, rivolte, tentativi di rivolta e i fatti della clamorosa evasione dei penitenziari foggiano, tranese, barese, tarantino che non hanno scalfito alcuna coscienza della Dirigenza Regionale e Nazionale, e nella totale indifferenza della politica Governativa e di Opposizione.

Si continua ancora a registrare Istituti come Foggia, Taranto, Lecce, Trani senza Comandanti di Reparto e Direttori titolari, con un continuo spreco di denaro pubblico con l'invio di Direttori e Comandanti in servizio di missione, lasciando allo sbando e senza una guida Donne e Uomini della Polizia Penitenziaria, alla mercede di gruppi di detenuti facinorosi e pseudonimi garanti dei detenuti, i quali considerano le Donne e Uomini della Polizia Penitenziaria bersagli di aggressioni, minacci, e tentativi di prevaricazioni.

Afferma Damato che nel giro di 4 anni si è assistito al tre cambi del Capo del Dipartimento e dei suoi vice, fin arrivando alla nomina del Capo Dap del Dott. Carlo Renoldi e del Vice Dottor Carmelo Cantone quest'ultimo con una lunga carriera di Direttore degli Istituti e di Provveditore, per cui ci auspichiamo che con il nuovo Vice Capo del Dap Uomo di grande esperienza e conoscitore del mondo penitenziario, inizi un cambio di passo, iniziando dalla nuova nomina di Provveditori, Direttori e Comandanti di Reparto, valutando le competenze, in quanto un Direttore o un Comandate non possa essere assegnato solo per un mero interpello ma in base alle proprie esperienze e capacità, visto che dirigere un Istituto come Foggia, Bari, Taranto o Lecce, non uguale a Dirigere un Istituto come Turi, Brindisi, Lucera, San Severo, essendo diversi sia come di grandezza e relativa capienza detentiva, tipologia dei reclusi, e soprattutto territoriale e efferatezza di gruppi criminali organizzati del territorio.

Quindi, conclude Damato, ci auspichiamo che si prenda seria coscienza della drammatica situazione delle carceri Pugliesi, in particolare di quella Foggia, Trani, Bari, Taranto e Lecce e si provveda nell'immediatezza nei correttivi gestionali, iniziando dalla scelta di Direttori e Comandanti all'altezza e competenti, alla rivisitazione urgente delle piante organiche, attraverso l'apertura immediata di tavoli di trattative con le Organizzazioni Sindacali rappresentative, in quanto non c'è più tempo da perdere in quanto si è perso già tantissimo tempo, se si vuole evitare il peggio di quello che accade, è accaduto, ma soprattutto di fermare l'emorragia in corso di pensionamenti anticipati in quanto pur contro la propria prospettiva, vengono richiesti per la situazione non più vivibile delle Poliziotte e dei Poliziotti, che così facendo assottigliano anche la consistenza delle proprie pensioni.




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