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Trasporto locale, situazione tragica per residenti e turisti. Appello dei sindacati

Per Cisal, Fit Cgil, UilTrasporti e Fit Cisl a causa di treni vetusti, infrastruttura arretrata e corse soppresse il Salento è penalizzato rispetto al resto della Puglia.

Esplode la rabbia dei sindacati in relazione allo stato del trasporto pubblico in provincia di Lecce. In una nota congiunta, Cisal, Fit Cgil, UilTrasporti e Fit Cisl invitano i sindaci salentini a far sentire la propria voce e la Regione a mantenere gli impegni.

Nel documento si sottolinea come dolga constatare che, a distanza di più di 4 anni dall’insediamento del gruppo FS nella gestione di Ferrovie del Sud Est, permangono ancora delle forti criticità nel trasporto ferroviario e su gomma leccese, che si ripercuotono quotidianamente sulla qualità e quantità di servizio offerto all’utenza.

Purtroppo lamentiamo ancora oggi un parco mezzi non all’altezza di un territorio a forte vocazione turistica come il nostro. Infatti il 70% circa dei treni utilizzati ha un’età media di 50 anni (modello Fiat Aln), con carrozze prive di confort e alcune con aria condizionata non efficiente. D’altronde parliamo di Fiat Aln, treni che la stessa Trenitalia ha mandato in disuso e rottamato da 25 anni.

Alla vetustà dei treni, va aggiunta anche una carenza cronica, dal punto di vista numerico, dei mezzi stessi, che sta determinando in questi giorni la soppressione continua di diverse corse da parte del servizio, con notevoli disagi causati all’utenza che se ne serviva.

Inoltre, il tanto annunciato adeguamento infrastrutturale, che prevedeva l’elettrificazione e la messa in sicurezza della rete, al momento non vede la luce. Infatti, la tratta Lecce-Maglie è stata da tempo predisposta per l’elettrificazione, ma i lavori si sono interrotti: ora si rischia un deterioramento di quanto realizzato (poi si farà un nuovo appalto per ripristinare?). Anche sui tempi di realizzazione del sistema di sicurezza, che consentirebbe l’aumento della velocità dei treni, al momento non si ha alcuna certezza.

Il Salento ha bisogno di una politica locale vigile su questi investimenti, necessari e funzionali al trasporto pubblico locale. I sindaci del territorio pretendano il rispetto dei programmi e dei tempi di realizzazione dell’ammodernamento, chiedano treni adeguati alle esigenze di chi vive nel Salento (che non va trattato come cittadino di serie B) e della vocazione turistica del territorio. Anche la Regione faccia fino in fondo il proprio dovere per colmare un gap antistorico, antieconomico e discriminante. I ritardi accumulati nella provincia di Lecce hanno palesato un’arretratezza evidente del trasporto pubblico locale rispetto ai territori di Bari e Taranto, dove il sistema SCMT (sistema di controllo marcia treno) è attivo sul 50% della rete, l’elettrificazione/attrezzaggio della rete è quasi completa e dove circolano treni di ultima generazione (anche elettrici).

Auspichiamo che con i finanziamenti in arrivo dal PNRR, FSE sia capace finalmente di concretizzare e realizzare questi progetti entro il 2026, affinché anche il nostro trasporto locale sia un po' più vicino agli standard europei. Anche quest’anno però, la stagione turistica è già arrivata e, come in passato, FSE non sarà nelle condizioni di offrire un servizio di trasporto all’altezza del nome che l’azienda porta.


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