Cronaca 

“Centro storico condannato a morte”: protesta di residenti e commercianti durante Cortili Aperti

Il Comitato per la tutela del centro storico di si è riunito davanti a Palazzo Bernardini per manifestare il malcontento

Non si ferma il malcontento dei residenti e commercianti del centro storico di Lecce. Questa mattina in occasione di “Cortili aperti”, il Comitato per la tutela del centro storico di si è riunito davanti a Palazzo Bernardini per manifestare tutto il malcontento, espresso anche in una nota.


L'immagine di arretratezza offerta ai cittadini e ai turisti non può essere cancellata da operazioni di pura facciata che, anziché migliorare la condizione del CS, lo hanno trasformato in una Casbah dove regnano sporcizia, rumore, degrado e dove la vita notturna ha preso il sopravvento sulla vita reale. I residenti, gli esercenti ed i professionisti cominciano ad abbandonarlo disperati, anche se voi lo negate ufficialmente. 

La città è ostaggio del peggior business della movida, degli “affitti brevi”, del turismo “mordi e fuggi”, ma nessuno a Palazzo Carafa sembra interessato al problema, nonostante ciò stia accadendo sulla pelle dei cittadini.

Del resto, come potrebbe accorgersene un'Amministrazione che ha decretato la chiusura del Centro Storico “h.24”, senza tenere in nessun conto le motivate richieste dei residenti e degli esercenti, ovvero dei soggetti che per primi subiscono le gravi limitazioni imposte alla vita quotidiana dalla chiusura del centro h 24. Le modalità di gestione dei permessi temporanei via e-mail sono assurde, farraginose, non prevedono necessità improvvise che sorgono nel fine settimana… quando basterebbe una semplice App!!

“Privilegiati”… così ci hanno ufficialmente definiti con innegabile supponenza, perché abbiamo osato difendere il nostro diritto ad abitare, a coesistere con un turismo sostenibile (concetto che evidente a Palazzo Carafa è inteso in modo differente, visto che al primo posto sembra esserci sempre il business!!!).

È incredibile: gli errori commessi decenni fa in altre città d’arte italiane, a cui oggi si è già rimediato, a Lecce nella più totale arretratezza si commettono ancora nel 2022.

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