Cronaca 

Caso Ciullo, la famiglia del dj chiede l’avocazione delle indagini

Il 3 dicembre il Gip di Lecce si è riservato di decidere sulla richiesta di opposizione

Si appellano all’articolo 36 del codice di procedura penale gli avvocati Maria Chiara Landolfo, Paolo Maci e Gianluca Tarantino - rappresentanti della famiglia di Ivan Ciullo – e chiedono l’avocazione delle indagini ad opera della Procura Generale presso la Corte di Appello, con una memoria difensiva depositata nei giorni scorsi presso il Tribunale di Lecce e discussa ieri nel corso dell’udienza davanti al Giudice per le Indagini Preliminari, Sergio Tosi.

Lo scorso mese di aprile il PM titolare delle indagini, Vallefuoco, ha denunciato le parti offese Rita Bortone e Sergio Martella – genitori della vittima, Ivan Ciullo - per una presunta aggressione di cui sarebbe stata vittima nel proprio ufficio a settembre del 2019. A garanzia di imparzialità avrebbe dovuto astenersi dal condurre le indagini già dal 2019 e chiedere di essere sostituita. Invece ha portato avanti il procedimento e - senza effettuare ulteriori indagini – ne ha richiesto l’archiviazione.

In questo modo ha violato i principi fondamentali che garantiscono un corretto esercizio della giustizia e che sono sanciti dal codice di procedura penale che prevede, infatti, l’obbligo di astenersi per il giudice nei seguenti casi: “d) se vi è inimicizia grave fra lui o un suo prossimo congiunto e una delle parti private” e, comunque, “h) se esistono altre gravi ragioni di convenienza”.

Nella memoria difensiva gli avvocati della famiglia di Ivan denunciano anche altre anomalie che hanno caratterizzato l’iter procedurale, a partire dal fatto che il PM nel 2018 ha riaperto le indagini ipotizzando il delitto di “istigazione al suicidio” nonostante il contenuto delle consulenze di parte - che l’avevano indotta a riaprirle - ricostruissero la vicenda in termini chiaramente omicidiari.

I legali hanno illustrato al GIP anche le altre motivazioni che li hanno spinti a chiedere l’estromissione del Pubblico Ministero Vallefuoco: l’inerzia funzionale e la superficialità delle indagini, che risultano carenti e incomplete. Si sono soffermati anche sulla richiesta di archiviazione depositata ad aprile 2021: frettolosa, contraddittoria e, in alcuni passaggi, persino evasiva.

L’avocazione delle indagini è pertanto un atto dovuto al fine di ristabilire la necessaria terzietà delle indagini. Nel corso dell’udienza i legali si sono soffermati sulle ragioni per cui le indagini non possono essere archiviate. Il gip si è riservato di decidere.

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