Cronaca Lecce 

Soldi in prestito con tassi usurari che arrivavano fino al 166%: nuovi guai per un 36enne albanese

Operazione condotta dalla Divisione Anticrimine e Squadra Mobile della Questura di Lecce

Prestavano denaro a imprenditori e professionisti in difficoltà pretendendo la restituzione con tassi usurari che arrivavano fino al 166%. Nella rete della Polizia di Lecce sono finiti Pronjaj Shkelzen, detto Genny, in concorso con la 31enne P. E.

Nella giornata di oggi gli agenti della Divisione Anticrimine e Squadra Mobile di Lecce ha dato esecuzione alla misura cautelare in carcere e contestuale decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP di Lecce, in esito ad attività condotte dagli indicati uffici e coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di Pronjaj Shkelzen, già detenuto. Nel medesimo contesto investigativo e stata indagata anche P.E. di 31 anni, la quale al pari del Pronjaj è ritenuta responsabile dei delitti di usura continuata aggravata in concorso ed estorsione. Il solo albanese è anche indagato per rapina e traffico di sostanze stupefacenti.

La figura di Pronjaj Shkelzen era già emersa nell’ambito dell’operazione Final Blow, condotta dalla Squadra Mobile, a seguito della quale è stato destinatario nel febbraio del 2020 di misura cautelare in carcere, in quanto gravemente indiziato di fare parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, costituita e diretta dal boss leccese Antonio Marco Penza e poi condannato, all’esito di giudizio abbreviato, con sentenza del GIP di Lecce, alla pena di dieci anni di reclusione.

Nel corso di successivi approfondimenti patrimoniali è emersa la disponibilità da parte di Pronjaj di considerevoli somme di denaro, evidentemente utilizzate anche per finanziare l’illecità attività usuraria. La successiva attività di indagine coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, effettuata dalla Squadra Mobile in stretta sinergia con la Divisione Anticrimine – Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali, ha consentito di concretizzare i delitti di usura e altro perpetrati proprio dai due complici.

Nel corso dell’esecuzione del provvedimento cautelare e del contestuale sequestro preventivo disposto dal GIP sono stati sequestrati rapporti finanziari, beni e altre utilità riconducibili agli indagati Pronjaj Shkelzen e P.E. il cui valore ammonta orientativamente a circa 65mila euro.


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