Cronaca Lecce 

Riceve il green pass ma non ha avuto il covid né fatto il vaccino: l’assurdo caso di una salentina

Una vera “odissea” la sua alla ricerca di risposte tra le istituzioni sanitarie e politiche, per segnalare e capire l’errore: “Farò il vaccino fra una settimana ma per l’Asl ho ricevuto due dosi Pfizer due mesi fa”

Si può ottenere il green pass senza aver mai contratto il Covid o ricevuto una dose di vaccino? Evidentemente sì, stando a quanto accaduto ad una giovane salentina diventata, suo malgrado, un caso più unico che raro. Mentre impazza, infatti, la “guerra” social tra pro-vax e no-vax e si discute dell’obbligo del pass vaccinale per alcuni servizi ed eventi, ecco una incredibile “anomalia” che riguarda l’assegnazione del green pass a una persona non avente diritto.

La protagonista 29enne di questa controversa vicenda racconta di aver ricevuto il green pass con sommo stupore, proprio perché non rientrerebbe in nessuno dei criteri necessari al conferimento dello stesso: e che la carta sia stata assegnata senza ombra di dubbio a lei, lo ha verificato controllato la corrispondenza di tutti i dati anagrafici.

“Mi è stato assegnato – spiega – con un sms del Ministero della Salute e sull’App Io, perché sostengono che io abbia ricevuto due dosi di vaccino a maggio 2021”.

E, in effetti, analizzando quanto riportato sulla certificazione verde il suo ciclo di vaccinazione risulterebbe terminato il 28 maggio: peccato che, in quella data, la diretta interessata non fosse in coda per ricevere alcuna dose e soprattutto non lo fosse stata neanche nei giorni precedenti; e che, probabilmente, riuscirà a vaccinarsi davvero solo fra una settimana.

“Mi hanno inviato il green pass – racconta -, dicono che a maggio ho ricevuto 2 dosi di Pfizer, ma non è vero in quanto nel periodo di riferimento non rientravo per i limiti di età e comunque non ne ho fatto richiesta. Non ho avuto nemmeno il covid. Ho solo fatto una quarantena a marzo”.

“Forse – prova a sdrammatizzare - sono un caso unico in Italia, spero di no”, ma, al di là di un po’ di ironia, la storia ha dell’incredibile, perché, nonostante l’evidenza dell’errore e la verifica che non si sia assistito a un caso di omonimia e quindi di conseguente scambio di persona (per la coincidenza dei dati anagrafici), comporta il classico scontro con una dei grandi mali italiani, ovvero la macchina burocratica.

Perché se uno tenta anche solo di evidenziare l’errore, si trova come una barca in balia delle onde in mare aperto, senza direzione e aiuto, tra rimpalli di responsabilità, domande evase e risposte mai arrivate: “Ho inviato email, chiamato tutti i numeri verdi, l'Asl, chiesto aiuto alle istituzioni. Devo risolvere il problema in 7 giorni, perché poi ho il vaccino vero”.

In tutto questo nessuno ha risposto o si è fatto sentire dalle istituzioni interpellate. L’Asl le avrebbe suggerito di rivolgersi al Ministero della Salute, ma, come detto, pur contattando tutti i recapiti disponibili non ha trovato nessuno che materialmente rispondesse dall’altro lato del telefono. Non solo, sarebbe stata 43 minuti in attesa al numero 1500, quello messo a disposizione per l’ottenimento del Green pass, senza poter interagire con nessuno: “Solo al numero della Regione sono riuscita a parlare con qualcuno che si è giustificando dicendomi che non fosse di propria competenza”.  

Un errore incomprensibile, che sta assumendo contorni cupi e che apre a dubbi legittimi sulla procedura di assegnazione della carta verde vaccinale: se, infatti, il caso è unico, andrebbe compreso comunque come sia possibile attribuire un certificato a chi non ne ha diritto, ma se ce ne fossero altri questo comporterebbe un pericolo ancora ben più elevato, basato sulla consegna di un’attestazione senza criteri trasparenti. Anche perché, nel caso specifico, c’è stato chi ha voluto segnalare l’accaduto, ma qualche “furbetto” oppure semplicemente qualcuno stanco di restare impigliato nelle maglie della burocrazia, avrebbe potuto approfittare della situazione: “Sono curiosa – conclude – di sapere quando andrò a fare la prima dose cosa mi diranno all’hub vedendo che risulto già come vaccinata”.

 

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