Economia e lavoro Puglia sette 

Brexit, Coldiretti Puglia: «La guerra a panini al prosciutto costa 140mln euro»

Le nuove norme che impediscono a viaggiatori di portare cibi e bevande oltremanica colpiranno pesantemente l’export pugliese

Lo stop ai panini al prosciutto ai viaggiatori provenienti dalla Gran Bretagna rischia di scatenare una guerra commerciale che mette a rischio oltre 140 milioni di euro di cibo e bevande Made in Italy che vengono esportate dalla Puglia, compromettendo l’unico settore cresciuto oltremanica nel 2020 (+1%) nonostante la fase recessiva provocata dalla pandemia. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti regionali sui pericolosi effetti del “caso” della confisca da parte di funzionari doganali olandesi di panini al prosciutto e altro cibo a viaggiatori e camionisti provenienti dal Regno Unito sulla base delle norme post-Brexit le quali prevedono che dal 1° gennaio 2021 non sarà più possibile portare nell'UE i cosiddetti POAO (prodotti di origine animale) come quelli contenenti carne o latticini sulla base del rispetto delle elevate norme sanitarie e fitosanitarie (SPS) dell’UE.

«A rischio sono oltre 385mila euro di cibo e bevande Made in Italy -afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia- che vengono esportate ogni giorno dalla Puglia in media in Gran Bretagna che è al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese per cibo e bevande dopo Germania, Francia e Stati Uniti. Su un valore totale di 140 milioni di prodotti agroalimentari pugliesi esportati, oltre il 70% dell’export riguarda l’ortofrutta, pari a 97,5 milioni di euro, numeri importanti che sostengono la crescita e nuove opportunità di lavoro grazie agli investimenti sulla competitività del Made in Italy a partire dall’agroalimentare che è un elemento di traino per l’intera economia in Italia e all’estero».

Le esportazioni di prodotti agroalimentari dalla Puglia al Regno Unito sono aumentate del 41,5 % negli ultimi 5 anni, un valore che rischia di essere pesantemente colpito dall’emergenza Covid.

«Dopo il vino, che complessivamente ha fatturato nel 2019 sul mercato inglese quasi 771 milioni di euro, spinto dal Prosecco Dop, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna ci sono – continua la Coldiretti – i derivati del pomodoro, ma rilevante è anche il ruolo della pasta, dei formaggi, salumi e dell’olio d’oliva».

«Il rischio è peraltro che – conclude la Coldiretti – si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane come ad esempio l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati inglesi e che boccia con bollino rosso ingiustamente quasi l’85% del Made in Italy a denominazione di origine (Dop), a aprtire proprio dall’olio extravergine di oliva fino al vino».

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