Cronaca Scuola Puglia sette 

Tar Bari: «In Puglia le scuole restano aperte. Sì alla Dad a richiesta»

No all'ordinanza del Goverantore Emiliano: è in contrasto con l'ultimo Dpcm. Dichiarato improcedibile il ricorso del Codacons

Le scuole di  Puglia restano aperte. Il Tar di Bari ha dichiarato improcedibile la richiesta avanzata dal Codacons e da alcune famiglie rappresentate dall'avvocato Quinto che chiedevano la sospensione della Dad, poiché in contrasto con l'ultimo Dpcm.  Alla base del ricorso un duplice profilo: la impossibilità di usufruire della didattica a distanza e il contrasto con il DPCM del Governo confermato poi dal successivo Decreto governativo. Su tali questioni si è incentrata la discussione innanzi alla Sezione III presieduta dal dott. Orazio Ciliberti che aveva adottato il decreto monocratico d’urgenza sospendendo l’ordinanza di Emiliano.

Gli istituti scolastici rimangono quindi di fatto aperti, con facoltà dei genitori di scegliere tra didattica integrata e presenza a scuola.  

I Giudici baresi hanno preso atto che il Presidente della Regione aveva, dopo il decreto di sospensione, adottato una nuova ordinanza, la n. 413, con un sistema misto ripristinando la didattica in presenza ma consentendo ai genitori di chiedere la didattica a distanza. L’avvocato Quinto, in particolare, ha insistito nell’osservare che il Presidente Emiliano nella nuova ordinanza aveva riconosciuto che in Puglia non vi erano le condizioni per garantire la didattica a distanza ed era per questo che ha emanato il nuovo provvedimento.

Il TAR di Bari ha preso atto di ciò ed ha inoltre osservato che il nuovo DPCM del 3 novembre, quindi successivo all’ordinanza 407 aveva fatto perdere efficacia al provvedimento restrittivo regionale in quanto –con ciò recependo un motivo specifico di censura sollevato dall’avvocato Quinto- l’efficacia delle misure più restrittive regionali sono efficacia fino al momento dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

«In questo modo –dichiara l’avvocato Quinto- viene fissato un principio di grande importanza che contribuisce a dare una chiave di lettura e di soluzione al conflitto sul quale si dibatte fin da quando è iniziata l’era dell’emergenza Covid, e cioè il possibile conflitto tra Stato e Regioni. Lo spazio di intervento per le Regioni vi è soltanto fino a quando, in una specifica materia, non interviene il Governo centrale; diversamente in un settore come la scuola, che deve assicurare livelli di prestazioni uguali in tutto il territorio nazionale, si creerebbero quelle diseguaglianze che non possono essere accettate».

In conseguenza della decisione del TAR di Bari, gli alunni del primo ciclo potranno continuare a frequentare la scuola a meno di una diversa richiesta da parte di genitori.

«In questo modo –ha concluso l’avv. Quinto—vengono a conciliarsi due diritti entrambi garantiti dalla Costituzione: il diritto alla salute e il diritto allo studio che, specialmente nella provincia di Lecce ben possono essere salvaguardati considerato che le criticità maggiori, come emerge dai dati, sono concentrate nella parte Nord della Regione».

«Il TAR Bari ha di fatto riconosciuto che l’ordinanza 407/2020 che chiudeva tutte le scuole, e che era l’unica impugnata dal Codacons di Lecce, è di fatto priva di efficacia perché sostituita dal DPCM del 03.11.2020, così come dedotto dall’associazione nel proprio ricorso - si legge in una nota del Codacons - Come già più volte anticipato il Codacons di Lecce, allo stato, pur non condividendo la seconda ordinanza n. 413/2020 della Regione Puglia, poiché intrisa di posizioni giuridicamente inaccettabili, esprime la propria soddisfazione per l’importante risultato raggiunto perché consente che le scuole restino aperte e consente ai bambini una serena partecipazione in presenza delle lezioni».

«Sono molto soddisfatto dell’ordinanza cautelare del Tar di Bari che ha legittimato la Didattica integrata digitale anche nelle scuole del ciclo primario - ha dichiarato il governatore Emiliano - Ci tengo a precisare che il Tar non ha affatto intaccato la legittimità della precedente ordinanza (la 407) avendone rilevato esclusivamente la sopravvenuta inefficacia perché emanata prima dell’ultimo Dpcm.

La questione è puramente tecnica. La Regione Puglia, anche dopo l’emanazione del nuovo dpcm, mantiene pieno il potere di tutelare la salute pubblica con provvedimenti temporanei che possano riguardare anche la scuola, come ha già fatto in concreto con l’ordinanza 413 attualmente vigente.

Il dpcm può quindi essere derogato dai Presidenti di regione con provvedimenti più restrittivi.

Lo spirito di collaborazione col Ministero della pubblica istruzione e la stretta osservanza del diritto ci ha portato ad una buona soluzione che nel dialogo tra le parti potrà essere ulteriormente migliorata”.


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