Cronaca Politica Lecce 

Movida zona rossa? Salvemini esclude: «Lo stato dei contagi non rende necessarie misure drastiche»

Le eventuali chiusure dovranno essere motivate e autorizzate dal Comitato per l'Ordine e la Sicurezza della Prefettura

«Al momento lo stato dei contagi in città non rende necessario adottare provvedimenti drastici»: il sindaco di Lecce Carlo Salvemini esclude la possibilità che le vie della movida e altre aree della città possano diventare “zona rossa” per effetto del nuovo DPCM.

Le evetuali proposte di chiusura dovranno, infatti, essere presentate e motivate dal sindaco in sede di Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, dove ci sono Prefetto e Questore. «Le ordinanze devono essere assunte con ragionevolezza, le iniziative locali vanno giustificate con seri motivi sanitari e devono essere proporzionate alle forze in campo - ha spiegato Achille Variati, sottosegretario al Ministero dell'Interni.


«Viene definitivamente chiarito il procedimento che prevede la possibilità di chiudere vie e piazze dove si possano creare assembramenti dopo le 21, consentendo l’accesso ai residenti e a chi vi svolge attività professionali, quale è l'organo deputato, quali sono le condizioni, chi deve controllare- scrive Salvemini - a Lecce che faremo? Al momento lo stato dei contagi in città non rende necessario adottare provvedimenti drastici da parte del Comitato Ordine e Sicurezza, che comunque andrebbero motivati, come chiarito dal Governo, da apposite relazioni della Asl e da documentati rapporti delle Forze di polizia.

Mi auguro di non dover assumere questa misura, che naturalmente impatterebbe su attività commerciali. Per evitare che accada occorre la collaborazione di tutti: dei ragazzi, ai quali chiedo di rinunciare per il prossimo periodo agli incontri di gruppo, per strada, in spazi pubblici;

dei gestori dei locali serali, perché continuino a garantire con professionalità e pazienza il rispetto delle precauzioni igienico sanitarie, anche invitando i ragazzi a non sostare fuori dai locali.

Il tema qui è prevenire insieme, con un gioco di squadra che coinvolge tutti, misure più stringenti di quelle già in vigore. In ogni caso - per il richiamato principio di adeguatezza e proporzionalità - le possibili chiusure si renderebbero necessarie solo nei fine settimana nelle aree a tutti note della cosiddetta movida leccese, che da tempo non riguarda esclusivamente la città storica».


Potrebbeinteressarti