Cronaca Sanità Puglia sette 

Nuovo piano ospedaliero: raddoppiate le terapie intensive. Emiliano: «Potenziato ospedale di Casarano»

Il presidente annuncia anche un vertice con i Prefetti per monitorare i luoghi in cui non si rispettano le regole

Il nuovo piano ospedaliero della regione Puglia prevede il raddoppio del numero dei posti letto di terapia intensiva che passano da 275 a 580, un aumento dei posti letto di semi-intensiva di 285 unità e la riorganizzazione percorsi di emergenza-urgenza.

«Stiamo rafforzando il nostro dispositivo anti Covid insieme a quello ordinario, con lo stesso gesto. Per questo stiamo distribuendo le terapie intensive e semi intensive anche negli ospedali di base, superando un postulato del DM70 che lo impediva. E quindi rafforzeremo enormemente tutti gli ospedali di base, penso a due in particolare, Casarano e Monopoli, per i quali vogliamo avanzare la richiesta di classamento di “primo livello” - ha dichiarato il presidente della Regione Michele Emiliano - il nostro piano si completa con la riorganizzazione dei percorsi di emergenza-urgenza. La riorganizzazione severa negli ospedali significa che ogni medico, infermiere, operatore, paziente deve rispettare rigorosamente le norme di igiene e prevenzione, perché questi luoghi - ospedali, una rsa, fabbriche – sono come dei pagliai dove basta buttare un cerino e si incendia tutto. Tutti i nostri pronto soccorso saranno quindi regolati da regole ferree.  In questo momento comincia la campagna anti Covid di autunno ma anche la campagna per il recupero dei livelli di salute ordinari. Stiamo facendo lavorare il personale sanitario su due turni, abbiamo potenziato i servizi telefonici dei Cup per evitare assembramenti di persone. Invito tutti a rinviare le prestazioni di salute se sono di routine e non hanno indicazione di particolare urgenza, perché stiamo smaltendo il carico delle prestazioni che non abbiamo potuto fare nei mesi precedenti».

La riorganizzazione della rete emergenza-urgenza, con particolare riferimento ai DEA di II e I livello, prevede la separazione dei percorsi e la creazione di aree di permanenza dei pazienti in attesa.

«Nell’ultima settimana, il sessanta per cento dei casi è stato rilevato con il contact tracing – ha spiegato l'epidemiologo a capo della task force regionale Pierluigi Lopalco- così abbiamo potuto risparmiare sui tamponi, senza sovraccaricare i lavoratori e andare mirati con il tracciamento. La Puglia è stata l’unica regione del sud a non fare nemmeno una zona rossa, che significa sigillare con l’esercito i comuni. Questo è stato possibile proprio grazie all’attività di contact tracing. In questi giorni l’aumento dei casi era previsto, anche se è arrivato un po’ in ritardo. I casi stanno aumentando lentamente. Era nelle cose: non era possibile riaprire la circolazione senza avere casi importati. Ma li stiamo individuando e bloccando con i tracciatori e la rete dei laboratori.

Un’ultima precisazione: il tasso di mortalità in Puglia non è stato più alto rispetto al resto di Italia. La letalità è uguale a tutte le altre regioni, anche del Sud. Scontiamo leggermente, soprattutto nella prima fase, diversi casi di ultranovantenni, per i quali questa malattia ha un tasso di letalità molto alto».

 Sui rischi di contagio collegati al turismo e alla movida che non rispettano le regole Emiliano ha annunciato che presto convocherà un incontro con i Prefetti di tutte le province pugliesi: «Mentre in tanti osservano scrupolosamente le regole, ci sono luoghi dove questo rispetto non c’è e si verificano pericolosi assembramenti che non possiamo consentire».


 

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