Cronaca Gallipoli 

Lido non smontato, Tar boccia il Comune di Gallipoli: «Esproprio illecito»

Uno stabilimento balneaare di Gallipoli colpito da ordinanza di demolizione ha impuganto l'atto del Comune con cui l'area veniva acquisita al patrimonio pubblico

Anche in presenza di un’ordinanza di demolizione non eseguita, i comuni non possono‘espropriare l’area di proprietà privata: il principio è stato stabilito dal Tar di Lecce che ha accolto la domanda cautelare proposta da uno stabilimento balneare di Gallipoli, difeso dagli avvocati Leonardo Maruotti e Francesco G. Romano.

La società ha impugnato l’atto con cui il Comune ionico aveva disposto il pagamento della sanzione pecuniaria e l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un’area di proprietà privata all’interno della quale sono ubicate le strutture dello stabilimento nonché dell’atto di revoca della Scia. In particolare, il Comune ha disposto l’acquisizione gratuita dell’area poiché il titolare del lido non aveva smontato le strutture nel periodo invernale. Il Tar Lecce ha accolto la domanda cautelare specificando che «essendo le opere edilizie amovibili (e “ripetibili”) in esame assistite da titolo edilizio unico-permanente, con la previsione (solo) di modalità di esercizio periodiche di smontaggio, non sembra configurabile, in caso di inadempimento della specifica prescrizione, la sanzione automatica (e definitiva) dell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale».

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