Cronaca Puglia sette 

Si assenta dal lavoro e va a caccia, il tribunale si oppone al licenziamento: «Sparare allevia lo stress»

La vicenda è avvenuta nella provincia di Bari, dove il Tribunale ha dato ragione ad un lavoratore licenziato per essere andato a caccia durante un presunto periodo di malattia

Si assentava dal lavoro per andare a caccia Licenziato, fa ricorso al Tribunale del lavoro e il giudice gli dà ragione chiedendo il reintegro. 

La vicenda è avvenuta in provincia di Bari, protagonista un dipendente di Atc (Ambito territoriale Caccia). 

Secondo quanto si legge nella sentenza dell’8 luglio, che ha accolto il ricorso del dipendente, l’uomo si era assentato dal lavoro dal 30 settembre all'11ottobre dello scorso anno senza presentare alcun certificato medico o giustificazione, ma nel bel mezzo del periodo di assenza dal lavoro si era recato a caccia in provincia di Foggia. 

Il datore di lavoro dunque, nella persona del Commissario Straordinario, aveva proposto il licenziamento del dipendente che però si era opposto ritenendolo un atteggiamento ritorsivo nei suoi confronti e contestando il presunto “comportamento intimidatorio e persecutorio da parte del Commissario Straordinario nei suoi confronti”.?

Il magistrato non solo ha disposto il reintegro del lavoratore per ingiustificato licenziamento, quanto ha anche condannato il datore a risarcire il danno e a versare i contributi previdenziali dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva ripresa dell’attività lavorativa.

Alla base della decisione del tribunale vi è il certificato medico presentato tardivamente dal lavoratore (il 15 ottobre) in cui si evidenziava un distacco della retina originata da una situazione di n forte stress dovuta principalmente al lavoro. Per questo motivo si suggeriva al paziente una pausa lavorativa affermando che l’attività di caccia avrebbe potuto sicuramente giovare al miglioramento della patologia oculare.


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