Cronaca Puglia sette 

Tornano i lupi e fanno strage di pecore, Coldiretti: «In pochi mesi oltre 500 animali attaccati»

L'ultimo episodio nella notte in provincia di Taranto.L'associazione degli agricoltori chiede misure di sostegno per gli allevatori

 Mattanza in pascoli e stalle: il responsabile è il lupo che negli ultimi anni è tornato in puglia e sta diventano il “terrore” di pecore ma anche di suini e asini. L'allarme arriva oggi da Coldiretti che riferisce di un nuovo episodio avvenuto nella notte in provincia di Taranto, in un allevamento tra Mottola e Martina Franca dove i lupi hanno attaccato e ucciso 25 pecore e gravemente ferito il resto del gregge che sarà destinato all’abbattimento.  


«Nel giro di dieci anni i lupi si sono moltiplicati, mettendo a rischio non solo gli animali nelle stalle e al pascolo, ma anche la vita stessa di agricoltori  e allevatori. In Puglia sono enormi i danni causati dalla fauna selvatica, con un danno pari ad oltre 11 milioni di euro. Sono essenziali misure di contenimento per non lasciar morire i pascoli e costringere alla fuga migliaia di famiglie che da generazioni popolano le aree rurali più difficili dove l'allevamento è l'attività principale, ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze pugliesi, come la pecora 'Gentile' di Altamura o la 'Moscia' leccese. Il problema dei grandi carnivori sta diventando insostenibile ed è necessario trovare una soluzione in tempi rapidi, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. “Il tema ormai ingestibile della fauna selvatica e dei predatori – insiste il presidente Muraglia - va affrontato ai massimi livelli con una strategia congiunta tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Puglia per stabilire le misure da adottare a tutela delle aziende agricole e zootecniche».

«Le prede o spariscono perché i lupi le portano via o vengono azzannate alla giugulare e lasciate morte in loco - riferisce Coldiretti Puglia - oppure se ne ritrovano solo brandelli e i numeri la dicono lunga sulla necessità di innalzare il livello di allerta e programmare efficaci attività di riequilibrio della fauna selvatica che mette a repentaglio la stessa incolumità delle persone. Agli animali uccisi si aggiungono – precisa la Coldiretti Puglia – i danni indotti dallo spavento e dallo stato di stress provocato dagli assalti, con ridotta produzione di latte e aborti negli animali sopravvissuti.

Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare le aree zootecniche e a garantire la bellezza del paesaggio. Senza i pascoli – afferma Coldiretti Puglia - aree straordinarie come la Murgia barese e tarantina e il Gargano muoiono, l'ambiente si degrada e frane e alluvioni minacciano le città.

Negli ultimi anni si è reso necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie, al fine di proteggerle dagli attacchi poiché recinzioni e cani da pastori spesso non sono sufficienti per scongiurare il pericolo. La resistenza degli agricoltori è al limite – spiega la Coldiretti – è urgente trovare nuove modalità di azione che permettano di organizzare in maniera più efficace un sistema di gestione di questi animali predatori, che non sono più specie in via di estinzione.

Solo da gennaio a settembre 2019 – conclude Coldiretti Puglia - i lupi hanno attaccato, ferito e ucciso pecore, agnelli, mucche, vitelli, capre, suini, asini, cavalli, per un totale di 510 capi, sulla base delle denunce degli allevatori».

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