Scienza e tecnologia Copertino 

Raone punta sui test sierologici: «Strumento diagnostico contro le restrizioni»

L’imprenditore salentino ha avviato una sperimentazione sul presidio ospedaliero di Copertino.

Se in Veneto il Governatore Luca Zaia si affida all’“autotest”, nel Salento, già da marzo scorso l’imprenditore salentino Antonio Raone ha avviato una sperimentazione sul presidio ospedaliero di Copertino.

Zaia, di concerto con la protezione civile veneta ha presentato il primo kit da cinquemila test rapidi, da somministrare nell’ambito di un progetto articolato al reparto di microbiologia dell’ospedale di Treviso, coordinati dal dottor Roberto Rigoli.

Nel Salento proprio Antonio Raone assieme al dottor Roberto Chiavaroli aveva strutturato la sperimentazione su questi strumenti. La finalità secondo Antonio Raone già qualche mese addietro era assai chiara: «Scongiurare gli assembramenti e fare in modo che il test fai te possa evitare gli stati d’ansia, seppur comprensibili, nelle persone che credono di aver patito l’infezione da Covid. Se per il Veneto – dice Raone – è l’occasione per mantenersi nella zona gialla, per la Puglia potrebbe essere l’opportunità di tornare ad essere zona gialla ed uscire da quella arancione”. Bisogna, infatti, ricordare che tra i criteri che spingono il Governo centrale e le amministrazioni periferiche c’è quella di scongiurare di mandare in tilt i presidi ospedalieri.

Raone poi evidenzia: «I test sierologici rapidi vengono utilizzati in tutto il mondo, è uno strumento di prevenzione affidabile al 99% a detta dallo stesso dottor Rigoli, più persone si testano e più si può dribblare il virus, si possono far lavorare le palestre, i bar, i ristoranti e tutte quelle attività che subiscono restrizioni. Non sarebbe male liberare il Paese attraverso una risposta utile e concreta come questa».

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